Ieri si sono riunite le Commissioni X (Attività produttive, commercio e turismo) e XIII (Agricoltura) della Camera dei deputati, che hanno approvato lo “Schema di decreto legislativo recante disposizioni per l’attuazione della direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare nonché dell’articolo 7 della legge 22 aprile 2021, n. 53 in materia di commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari (Atto n. 280)”.

“Il contrasto alle pratiche sleali nella commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari diventa realtà, ponendo finalmente un concreto deterrente a danni che, a cascata nella filiera agricola e alimentare, si stimano pari a 350 milioni di euro ogni anno. Con il parere approvato oggi a Montecitorio, infatti, diamo il via libera al decreto legislativo elaborato dal Governo per recepire le norme comunitarie previste dal disegno di legge di delegazione europea 2019-2020″. Lo dichiara la deputata Chiara Gagnarli, capogruppo M5S in commissione Agricoltura e relatrice del provvedimento alla Camera.

“Stop, dunque, al ricorso a gare e aste elettroniche a doppio ribasso nonché alla vendita a prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione – aggiunge – Poniamo un limite oltre cui non sarà più possibile rimandare il pagamento, garantiamo la tutela dell’anonimato di chi denuncia valorizzando il ruolo delle organizzazioni di rappresentanza, introduciamo sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive conferendo forza al ruolo dell’Ispettorato centrale repressione frodi (ICQRF), che potrà avvalersi del supporto del Comando per la tutela agroalimentare dei Carabinieri e della Guardia di Finanza”.

“Ringraziamo il ministro Stefano Patuanelli che ha saputo operare celermente sull’impianto normativo di recepimento della direttiva comunitaria – conclude Gagnarli – Ora gli agricoltori che non dispongono di un potere contrattuale sufficiente a contrastare le prassi scorrette avranno una norma in grado di difendere i loro diritti”.

Di seguito riportiamo le condizioni approvate:

  1. all’articolo 5, sia sostituito il comma 2 con il seguente:
    2. Nei contratti di cessione dei prodotti agricoli, la fissazione da parte dell’acquirente di un prezzo inferiore ai costi medi di produzione risultanti dalla elaborazione mensile realizzata dall’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare – ISMEA, rileva quale parametro di controllo ai fini dell’accertamento della violazione di cui al comma 1, lettera b);
  2. all’articolo 12, comma 1, sia sostituita la lettera d) con la seguente: d) i commi 1, 3, 4 e 5 dell’articolo 10-quater del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, convertito con modificazioni dalla legge 21 maggio 2019, n. 44;
  3. all’articolo 9, comma 3, sia soppresso l’ultimo periodo e con le seguenti osservazioni:

a) all’articolo 3, comma 4, si valuti l’opportunità di riformulare il primo periodo nei termini seguenti: «La durata dei contratti di cessione non può essere inferiore a dodici mesi, salvo deroga motivata, anche in ragione della stagionalità dei prodotti oggetto di cessione, concordata dalle parti contraenti o risultante da un contratto stipulato con l’assistenza delle rispettive organizzazioni professionali maggiormente rappresentative a livello nazionale rappresentate in almeno cinque camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, ovvero nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro, anche per il tramite delle loro articolazioni territoriali e di categoria.»;

b) all’articolo 7, comma 3, si valuti l’opportunità di prevedere, in caso di violazione del comma 1, che la sostituzione automatica del prezzo stabilito dalle parti con il costo medio di produzione operi solo in via residuale, privilegiando l’importo risultante dalle fatture d’acquisto;

c) all’articolo 10, si valuti l’opportunità di rimodulare il sistema sanzionatorio ivi previsto in modo da garantire l’effettiva attuazione del principio di proporzionalità di cui all’articolo 7, comma 1, lettera m), della legge n. 53 del 2021.

 

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Fonte: Ufficio Stampa M5S Commissione Agricoltura Camera – Camera dei deputati