Rapporto n.051 del “MATERIE PRIME CEREALI E DINTORNI ECONOMICI” anno 11°

Le tensioni geopolitiche si accumulano con il probabile allargamento UE e il pericolo Kalinigrad, (Lituania/Russia). Mentre USA e UE vanno avanti, ecco che i paesi del BRICS, cioè Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, lanciano moniti contro all’allargamento di queste alleanze; un mondo suddiviso in 3 blocchi economici in lite è pericoloso.

Aggiungiamo previsioni di bel tempo in varie parti del mondo, e le stime dell’I.G.C (dell’International Grain Council) sulla campagna 2022/23.

Grano: produzioni mondiali a 769 milioni di tons come la stima di maggio (781, il 2021/22)
Stock di fine raccolto 273 contro 271 ( 282, il 2021/22)
Corn: produzione mondiale a 1.190 milioni di tons contro 1.184 ( 1.219, il 21/22)
Stock di fine raccolto: 271 contro 269 ( 285, il 21/22)
Semi di soia: produzioni a 390 milioni di tons contro stima di maggio 387 ( 351, il 21/22)
Stock: 56 contro 58 ( 43, il 21/22)
e i giochi sono fatti. Ecco le chiusure di Chicago del 23/06:

le variazioni sulla seduta precedente in centesimi di dollaro per Bushel per semi, corn e grano, in dollari per tonnellata corta per la farina.

Anche il matif è sceso: GRANO -11,50| CORN -15,75 | COLZA -33

L’indice dei noli B.D.Y. è sceso a 2.354 punti, il petrolio wti è sceso a circa 105$ al barile, e il cambio gira a 1,05356 ore 08,23.

Mentre vi scrivo il mercato telematico registra ancora un modesto segno meno.

Nel mercato interno siamo di fronte alla ritenzione alla vendita dei prodotti appena raccolti o in raccolta: orzo, pisello proteico, grano, triticale, i produttori anche se di fronte a quotazioni “mai viste” alla raccolta non vendono. Inoltre, le difformità qualitative poi rendono la rilevazione e la realizzazione dei prezzi molto difficile.

Ieri (22 giugno) sono ricomparsi venditori esteri di mais 5/4000 (e solo con quella specifica! chi cerca il 2/2000 o il 3/3000 resta non servito, in quanto anche all’ estero temono problemi di sanità) sul medio lungo periodo ottobre-gennaio 346 € reso Bs, mentre per il gennaio-giugno erano a 355 € e per il gennaio-marzo ’23 a 350€ pochi interessi all’acquisto: l’indecisione ha sempre le stesse origini; si all’acquisto per la siccità, mentre attesa nella speranza che aprano corridoi “merceologico umanitari”.

Soia sul 2023 ieri si quotava 470€ per la 44%, 480 per la proteica 46,50% sempre partenza porti, e anche in tal caso chi diceva “Appena scende sotto i 500€ lo facciamo!” adesso punta ad un improbabile 450€… E così anche i proteici in ridimensionamento.

Ma sembra che nessuno voglia applicare sia sul mais che sulla soia la regola aurea del 1/3+1/3+1/3.

Eppure, la situazione rimane molto pericolosa con un’inflazione che spingerà i prezzi all’insù con problemi di caro energia e logistica che minano vari canali merceologici. Una fiammata improvvisa del mercato può registrarsi più facilmente che non un lento calo costante, perchè al momento non ha fondamenti. Sarà anche vero che in Ucraina sono costretti ad usare materie prime come combustibile perchè non riescono a spedirle, ma noi non sappiamo quando potranno spedirle con continuità e quantità… tutto ruota intorno a questo.

Per il mondo delle bioenergie si segnala ancora qualche disponibilità di farinette di mais, sottovagliature di semi oleosi e crusche di grano, mentre per il prossimo medio termine ci saranno delle bucce d’uva umide SENZA VINACCIOLI per un quantitativo significativo, ma che va prenotato.

 

Fonte: Officina Commerciale Commodities Srl