Rapporto n.079 del 13.10.2021 “MATERIE PRIME CEREALI E DINTORNI ECONOMICI” anno 10°

Queste le chiusure del 12/10 sera POST USDA:

Tra parentesi le variazioni sulla seduta precedente in centesimi di dollaro per Bushel per semi, corn e grano, in dollari per tonnellata corta per la farina.

Non fatevi ingannare dai colori, perché il problema non è nei valori all’origine, ma nei noli e negli stock.

L’indice dei noli B.D.Y è sceso a 5.378↓↓↓ punti, il petrolio wti gira a circa 81↑↑↑ dollari al barile, ed il cambio gira a 1,15498↓↓↓, ore 08,26 (pazzesco).

Nel mercato interno il caos aumenta. La situazione è sempre più tesa con i valori delle commodities in rialzo: guardate i vari bollettini delle Granarie e ve ne farete un’idea. Ieri a Milano, su quasi 160 voci quotate, c’erano due soli segni meno, e tra l’altro discutibili.

La situazione rischia di peggiorare in quanto dall’estero arriva meno merce e la normativa Green Pass; se le contestazioni in atto al porto di Trieste (per il nostro settore insignificante, ma per quello dell’energia e dei container no!) si dovessero allargare a Ravenna, Venezia, Napoli, Savona saremmo veramente TUTTI nei guai; sempre tale normativa sta incidendo anche sui rifornimenti su gomma.

Stiamo pagando errori “di logiche” quali il Farm to Fork (dal campo al piatto), il just in Time (consegna in tempo giusto e preciso), e l’aver azzerato da anni le scorte strategiche di cereali e di altre M.P.

Il Covid, prima ci ha storditi e ha fatto sì che alcuni paesi, Cina in testa, intaccassero le loro scorte strategiche; poi, con la ripresa, l’aumento della domanda ha azzerato quelle pochi restanti in giro per il mondo, tra l’altro con la coincidenza di raccolti inferiori, o discutibili per qualità. Soprattutto ha fatto sì che la logistica, specie quella navale, saltasse: sono infatti migliaia le navi bloccate in vari porti; poi sapete tutti delle carenze di materiale rotabile sia su gomma che su ferro.

Tornando ai mercati, ieri sera ennesimo Usda, che non ha portato grandi novità. Ecco come lo riassume Pellati Informa: “Scarse le novità nell’USDA di ieri: ….”tutto era già scritto”…. nelle cifre uscite il 30/9 e poche sono state anche le variazioni anche rispetto all’USDA di settembre. Il messaggio del 30/9 era stato ribassista per il seme, moderatamente ribassista per il corn e rialzista per il grano: e così si è confermato.”

Resta comunque una situazione molto complicata e di difficile gestione, vi rinnovo il consiglio di non andare corti di merce, e di “stuzzicare” i vostri alimentaristi a trovare soluzioni alternative alla cara amica “comodità” o al “ho sempre fatto così”, ci sarà infatti un periodo difficile da affrontare.

Infatti, anche dall’estero sta arrivando del mais non sempre in linea con i dati sanitari contrattuali, e comunque i venditori sono più orientati a vendere con il 5-4000 che non con garanzie più stringenti. Anche nel mercato nazionale molti stanno proponendo il max 10 ppb, sapendo che il 5 ppb è più difficile da garantire seppur magari riscontrando valori di 4/7 ppb. Ma la variabilità di sensibilità di analisi porta i venditori a tutelarsi. È questa una situazione che ci trascineremo per qualche mese, sino a che la logistica non sarà normalizzata, e sino a che le selezionatrici e le pulitrici non avranno fatto il loro lavoro post campagna di essiccazione e stoccaggio.

Per il mondo dei biodigestori nulla da aggiungere rispetto all’ultimo rapportino, se non consigliare di aggiungere all’uso dei trinciati o pastoni sin d’ora altri prodotti, fra poco sarà disponibile della sansa d’oliva nazionale (molto più sicura di quella estera nord africana), e voglio sperare che tale mondo non faccia “lo schizzinoso” come sto registrando nel mondo zootecnico delle vacche da latte.

 

Fonte: Officina Commerciale Commodities Srl