Il 13 ottobre 2021 si è svolto presso la sede del CREA di Monterotondo il convegno conclusivo del Progetto “Miglioramento della qualità nutrizionale e dell’immagine salutistica del latte per i contenuti in molecole funzionali ad azione prebiotica e protettiva” (MIQUALAT) proposto dal CREA, Centro di ricerca Zootecnia e l’Acquacoltura, e sviluppato in collaborazione con il Dipartimento per l’innovazione nei sistemi biologici, agroalimentari e forestali (DIBAF) dell’Università degli Studi della Tuscia.
Durante il convegno sono stati presentati i risultati ottenuti da questo progetto, iniziato nell’aprile del 2019 e terminato nell’ottobre 2021.
Il progetto è stato finanziato con un bando specifico del Ministero per le risorse agricole, alimentari e forestali (MIPAAF) per la realizzazione di azioni di ricerca finalizzate al miglioramento della qualità del latte e dei prodotti lattiero caseari.
Al giorno d’oggi, molti consumatori associano il consumo di latte all’insorgenza di fenomeni negativi per la salute, concetto foraggiato soprattutto dalle informazioni che circolano sui media, e che hanno comportato negli ultimi anni una netta riduzione del consumo di latte alimentare. In realtà, è noto come questo alimento abbia non solo un valore nutrizionale estremamente importante, ma sia in grado di influire positivamente sulla salute del consumatore.
Il progetto si è soffermato sullo studio degli aspetti funzionali del latte, focalizzandosi su tutte quelle molecole benefiche per la salute e il benessere dell’uomo.
Innanzitutto si è posta particolare attenzione alle diverse razze bovine e sistemi di allevamento da cui questo latte è stato prodotto. In particolare, sono state incluse le razze presenti nell’allevamento intensivo del CREA (Monterotondo) Frisona, Pezzata Rossa, e meticci (50/50) ottenuti dall’incrocio delle due razze pure, e la razza Podolica, allevata in sud italia in un sistema estensivo.
Gli obiettivi principali del progetto sono stati i seguenti:
- Quantificazione delle molecole nutraceutiche, per poter caratterizzare in maniera specifica il latte delle diverse razze studiate.
- Valutazione della variabilità genetica tra le razze bovine sia a livello genomico che trascrittomico e analisi di associazione tra differenze genetiche nelle diverse razze bovine ed i fenotipi funzionali scelti
- Individuazione delle bovine di razza Frisona, Pezzata Rossa, meticci e Podolica, che fossero in grado di produrre un latte naturalmente arricchito con composti prebiotici bioattivi e protettivi.
Le analisi sono state effettuate sul latte campionato in due momenti della lattazione (60 e 120 giorni dal parto) e le molecole studiate, e per le quali poi sono stati presentati i diversi risultati, sono:
- Componenti oligosaccaridiche, di cui particolare attenzione è stata posta agli oligosaccaridi sialilati, che svolgono molte funzioni biologiche tra cui azione prebiotica, antiinfiammatoria e di modulazione del sistema immunitario.
- Acidi sialici, in particolare l’acido N- acetilneuramminico (Neu5Ac) e l’acido acetil-glicolil-neuraminico (Neu5Gc), componenti importanti per lo sviluppo del sistema nervoso e modulatori di infezioni batteriche e virali.
- Molecole antiossidanti, di cui particolare attenzione è stata posta ai tioli totali, al glutatione e all’acido lipoico, molecole in grado di proteggere dal danno ossidativo.
- Profilo degli acidi grassi, tra cui polinsaturi, omega 3, omega 6 e CLA.
Lo studio della componente genetica degli animali è stato affrontato mediante tre approcci:
- Genotipizzazione “genome wide” degli animali mediante bead chip.
- Analisi di alcuni geni candidati, implicati nella sintesi dei composti di interesse.
- Analisi del trascrittoma completo mediante RNA-seq.
Grazie a queste analisi genetiche è stato possibile individuare SNPs, geni e regioni cromosomiche associati con la presenza dei composti studiati.
Dai risultati esposti durante il convegno è emerso come esistano differenze significative per le diverse categorie di composti studiati sia tra le razze allevate al CREA, sia tra queste e la Podolica, sia nei due momenti della lattazione considerati. Nonostante alcune differenze riscontrate tra le razze dei due sistemi di allevamento possano essere causate dalla dieta, le analisi hanno suggerito come anche la componente genetica possa aver influito sulle caratteristiche funzionali del latte.
Le molecole studiate rappresentano dei nuovi fenotipi che possono essere inclusi nei piani di miglioramento genetico e selezione futuri per le vacche da latte, e per una valorizzazione delle razze autoctone, in questo caso la Podolica, che producono una quantità di latte inferiore ma superiore dal punto di vista qualitativo e rappresentano un patrimonio di biodiversità da non trascurare.
Autori
Alessandra Crisà e Cinzia Marchitelli, Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA)




























































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