Il 22 Luglio 2022 ISMEA ha pubblicato il documento “Tendenze e dinamiche recenti – bovino da carne 2022” dove fa il punto della situazione sul mercato della carne bovina in Italia e in Europa.

La percezione è che gli aumentati costi di produzione della produzione primaria non siano stati adeguatamente compensati con un aumento del prezzo degli animali alla stalla, e che l’incremento della macellazione delle bovine da latte adulte, presumibilmente avvenuto nell’ultimo semestre 2021 e nei primo semestre 2022, abbia alterato gli equilibri di mercato.

ISMEA, utilizzando i dati BDN e ISTAT, ci fornisce importanti chiarimenti.

Acquisti domestici

ISMEA riporta testualmente: “Nei primi cinque mesi del 2022, i volumi acquistati di carne bovina si sono contratti del 5,6% rispetto all’analogo periodo del 2021, con una spesa che è comunque invariata rispetto allo scorso anno (+0,1%). Crescono intanto gli acquisti di alternative alle carni a base vegetale: +14,8% dopo il +21% del 2021”.

Ruminantia si occupa spesso del fenomeno della contrazione dei consumi di prodotti di origine animale e della crescita di quelli a base vegetale. E’ dal 2008 che spesso si attribuisce questo fenomeno alla riduzione del potere d’acquisto delle famiglie ma tutto invece fa pensare a motivazioni etiche e salutistiche.

Contesto globale ed europeo

In Europa la scarsa disponibilità di capi maturi e gli elevati costi di produzione mantengono i prezzi a livelli elevati. A Maggio 2022 i prezzi medi dei vitelloni A/C/Z R3 si sono attestati a 507 euro/q.le, con una crescita del 32.7% rispetto allo scorso anno.

La produzione europea di carne continua a scendere. Nei primi mesi del 2021 è calata di ben il 21%, confermando il trend negativo degli ultimi tre anni.

Il mercato in Italia

In Italia secondo i dati della BDN nei primi cinque mesi del 2022 le macellazioni sono aumentate del 4.1%, con un cambio dell’offerta che si sposta verso i capi da riforma degli allevamenti di bovine da latte.

Il prezzo medio delle vacche da macello in allevamento ha raggiunto a Giugno 1.59 euro/kg. Rispetto alla media del triennio precedente, la crescita è stata del 33%.

Prospettive

Riportiamo integralmente il testo delle “prospettive” realizzato da ISMEA:

L’indice del clima di fiducia degli agricoltori alla fine del primo trimestre 2022 segna un netto peggioramento con un saldo di risposte negative del 25%. Mentre le attese per gli affari futuri (fra 2/3 anni) sono solo in leggero peggioramento rispetto all’ottimistica visione di fine dicembre e restano comunque in terreno positivo (+1,3%), le attese per gli affari correnti crollano al -45%. A preoccupare gli allevatori sono soprattutto gli aumenti dei prezzi delle materie prime, che associati alla perdita di potere di acquisto dei consumatori potrebbe rilevarsi catastrofico per un settore da tempo in equilibrio precario. Le prospettive del settore appaiono quanto mai complesse da decifrare in un contesto fortemente caratterizzato sia da elementi auspicabilmente più congiunturali, come il dover far fronte a costi di produzione elevatissimi, così come da elementi di più lungo periodo, come l’individuazione delle esigenze driver delle scelte del consumatore, degli orientamenti della politica e individuare il modello di allevamento nazionale in grado di coniugare la risposta a queste esigenze con la redditività aziendale. Sul fronte dei costi di produzione, fortemente connessi al mercato dei cereali e della soia, la situazione dovrebbe diventare parzialmente più chiara nel giro di un paio di mesi allorquando sarà più chiaro il quadro della disponibilità sia a livello nazionale che internazionale e i mercati recepiranno tali indicazioni sulle quali, tuttavia, al momento permangono molti dubbi soprattutto per ciò che concerne il mais nazionale le cui produzioni potrebbero risentire pesantemente degli effetti della terribile siccità che, soprattutto nelle aree di produzione più tradizionali si sta facendo sentire in maniera eccezionale.

 

Di seguito, il link per scaricare il documento integrale: