Ieri, nel corso di un incontro con la stampa nella sede della Conferenza delle Regioni, gli assessori delle Regioni e delle Province autonome e il Presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, hanno richiesto all’unanimità l’intervento del Governo in relazione alle soluzioni definitive atte ad arginare il fenomeno dell’emergenza cinghiali. Permane dunque alta da parte degli agricoltori l’attesa di un esecutivo che ponga delle norme di fronte a un fenomeno non più limitato ai settori della filiera, con le devastazioni dei terreni, ma che si estende anche sulla pubblica sicurezza. Lo dimostrano i tragici epiloghi degli incidenti stradali e le aggressioni (seppur sporadiche) ai civili: l’ultimo caso riportato dai media, riguarda una cinquantasettenne di Sturla che è stata morsa da un cinghiale mentre si trovava in spiaggia.
Prolungare di almeno due mesi la stagione di caccia per far fronte all’emergenza cinghiali. E’ la richiesta che arriva dall’Emilia-Romagna. “Il Governo intervenga con urgenza per fronteggiare l’emergenza cinghiali, occorre l’ampliamento del periodo di caccia e la possibilità di effettuare piani di controllo e selezione anche nelle aree in cui oggi non è possibile intervenire. L’Esecutivo deve mettere le Regioni nelle condizioni di poter operare. Non ce più tempo da perdere”. Ha detto l’assessore all’agricoltura, Alessio Mammi.
Più guardie venatorie e personale dedicato alle attività di controllo e contenimento dei cinghiali in Piemonte, è la richiesta dell’assessore all’agricoltura della regione Marco Protopapa. “In Piemonte – ha detto – ci troviamo in una situazione ancora più grave, e siamo qui a chiedere allo Stato di risolvere un’emergenza. Siamo di fronte ad un bollettino di guerra dovuto ai gravi danni in agricoltura, con i campi devastati, e alla mancanza di sicurezza sulle strade con incidenti mortali.”
Anche il vicepresidente regione Marche Mirco Carloni, assessore all’agricoltura, appoggia la protesta degli assessori regionali: “Non è con il falso ecologismo che si risolvono i problemi degli agricoltori. E’ giunto il momento di decidere e assumersi le responsabilità. Abbiamo sostenuto convintamente l’assessore del Veneto, Federico Caner, coordinatore della Commissione politiche agricole della Conferenza delle Regioni, che ha indetto una giornata di protesta a Roma, affinché la politica non si sovrapponga alle ragioni tecniche, alle questioni amministrative e al buonsenso nella gestione dei problemi, in questo caso quello dei cinghiali”.
“E’ urgente la necessità di un serio e concreto intervento da parte del Governo. Parliamo di una emergenza che mette in discussione non solo il lavoro dei nostri agricoltori, ma anche la sicurezza dei nostri cittadini. Al netto della presenza di casi di peste suina africana nel Lazio, il tema della fauna selvatica non è ormai più rinviabile né possibile pensare che sia problematica da attribuire a una Regione piuttosto che a un’altra, essendo chiaramente una emergenza nazionale”. E’ quanto dichiarato in una nota l’Assessora Agricoltura, Foreste, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Pari Opportunità della regione Lazio, Enrica Onorati.




























































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