Il mercato dell’e-commerce per i prodotti agroalimentari dell’UE in Cina ha un valore di circa 2,2 miliardi di euro (2020) e rappresenta quindi un’interessante opportunità per i produttori alimentari. Esistono però anche molte sfide. E’ questo l’argomento del nuovo studio pubblicato oggi dalla Commissione europea.

La Cina è il più grande mercato di e-commerce del mondo, con vendite per il settore agroalimentare con un valore poco inferiore a 82 miliardi di euro nel 2020, il che lo rende equivalente per dimensioni al mercato totale di alimenti e bevande dei paesi del Benelux (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo). Si tratta di una destinazione importante per le esportazioni agroalimentari dell’UE in generale e, sempre più, per le vendite tramite e-commerce. Lo studio pubblicato oggi dalla Commissione europea fornisce una panoramica completa delle opportunità e delle sfide del mercato esistenti e potenziali per l’esportazione di prodotti agroalimentari dell’UE in Cina tramite il commercio elettronico.

La Cina è la terza destinazione per le esportazioni agroalimentari dell’UE, con un valore totale di oltre 17 miliardi di euro nel 2021 e rappresentando l’8,7% del commercio agroalimentare totale dell’UE – 27. L’ampio mercato del commercio elettronico dei prodotti agroalimentari dell’UE in Cina ha avuto un valore di circa 2,2 miliardi di euro nel 2020. Si prevede che il mercato cinese globale del commercio elettronico dei prodotti agroalimentari continuerà a crescere fortemente nei prossimi anni (10% per anno).

Lo studio identifica vari fattori rilevanti per gli esportatori agroalimentari dell’UE, tra cui: i prodotti con il maggiore potenziale; difficoltà comunemente incontrate; le prospettive per alcuni produttori (PMI, produttori biologici e produttori di IG); potenziali piattaforme e partner; modelli di business; e iniziative intraprese a sostegno delle esportazioni.

La crescente classe media in Cina richiede sempre più prodotti di qualità superiore e i prodotti occidentali sono più apprezzati dai consumatori della generazione Z e dai millennial. Ciò porta a prospettive positive per i prodotti agroalimentari dell’UE venduti tramite e-commerce, in particolare per i prodotti biologici e IG (indicazioni geografiche).

Dopo un’analisi approfondita di vari fattori, lo studio conclude che le seguenti categorie di prodotti sembrano avere il potenziale migliore: prodotti percepiti come salutari (es. a base vegetale); alimenti per l’infanzia; vini e liquori; IG alimentari (soprattutto carne lavorata e latticini); prodotti biologici confezionati; e cibo per animali domestici.

Anche altre categorie mostrano prospettive promettenti: integratori alimentari e superfood (vitamine, barrette, ecc.); cereali e prodotti per la colazione; olio d’oliva; caffè; biscotti e snack; latte e latticini; e pasticceria. Per essere venduti online, è essenziale che i prodotti possiedano un marchio e che abbiano una lunga durata. Queste due caratteristiche spiegano ampiamente il limitato potenziale di esportazione dei prodotti freschi attraverso l’e-commerce.

La necessità di localizzazione e promozione, e il diverso panorama tecnologico della Cina, pongono spesso sfide per le esportazioni dell’UE. Potrebbero anche esserci problemi con la spedizione di merci in Cina a tariffe economicamente interessanti, il livello di concorrenza sul mercato, la fattibilità economica della vendita tramite e-commerce (in particolare, l’elevata quota di iscrizione per la maggior parte delle piattaforme di e-commerce cinesi) o la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Un numero consistente di documenti di orientamento è disponibile gratuitamente per tutti gli operatori dell’UE interessati ad accedere al mercato cinese dell’e-commerce. Inoltre, vi sono iniziative degne di nota della Commissione europea a sostegno delle attività sul mercato cinese, compresi i finanziamenti per la promozione dei prodotti agroalimentari dell’UE. Il centro dell’UE per le PMI gestisce molte iniziative importanti, tra cui vari webinar e pubblicazioni di grande rilevanza per le aziende che esportano tramite e-commerce e/o vendono prodotti agroalimentari in Cina.

La ricerca per lo studio si è svolta tra la fine del 2020 e il dicembre 2021 ed è stata condotta da un consorzio di aziende esperte in Europa e in Cina.

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