Il Governo ucraino, al fine di consentire un avvio tempestivo e proficuo della campagna di semina, ha attivato diversi strumenti di prestito agli agricoltori. In particolare, è stato messo in piedi il programma di prestito “5-7-9%”, in base al quale qualsiasi azienda ucraina può ottenere un prestito fino a 60 milioni di UAH allo 0%. Dall’inizio della guerra, 826 imprese hanno ricevuto prestiti da banche statali per un totale di 1,1 miliardi di UAH. Di tutti i prestiti concessi nell’ambito del “programma 5-7-9%”, il 42% è caduto sul settore agricolo con una platea di circa 12.000 aziende. Le banche statali hanno già concesso agli agricoltori 2,3 miliardi di UAH, perlopiù destinati all’acquisto di fertilizzanti e carburanti.

Il vice Ministro delle Politiche Agricole, Taras Vysotsky, ritiene che quest’anno nella peggiore delle ipotesi potrà essere seminata circa il 70% della terra disponibile,  anche se questo dato potrebbe aumentare fino all’80% se i territori delle regioni di Chernihiv e Sumy, che hanno enormi aree agricole, riuscissero ad essere sminati nelle prossime settimane.

Attualmente si è già provveduto a seminare il 4,4% della superficie prevista a coltivazione agricola che consiste in quasi 14 milioni di ettari di terreno agricolo durante la semina primaverile, inclusi 6,5 milioni di ettari di girasole, 5,3 milioni di ettari di mais, 1,35 milioni di ettari di orzo, 0,242 milioni di ettari di piselli e 0,227 milioni di ettari di barbabietola da zucchero, avena – 0,194 milioni di ettari, frumento primaverile – 0,176 milioni di ettari.

Rimane il problema della logistica di consegna dei prodotti da esportare, l’Ucraina potrà rimanere infatti tra i primi dieci esportatori di generi alimentari quest’anno solo se le forze russe sbloccheranno i porti marittimi, in quanto, secondo le statistiche, il 60% dei prodotti viene esportato attraverso questo canale. In caso contrario, ha affermato il Ministro per le Politiche Agricole e Alimentari, l’Ucraina non sarà in grado di esportare il consueto volume di prodotti in altri modi con gravi ripercussioni su tutti considerando che attualmente il paese sta perdendo 1,5 miliardi di dollari al mese e l’Europa sta attraversando di riflesso una profonda crisi alimentare. Dunque, per essere pronti a gestire anche l’ipotesi peggiore, il 5 aprile, il Ministro  ucraino Mykola Solsky ha tenuto un incontro online con il Vice Primo Ministro – Ministro dell’Agricoltura e dello sviluppo rurale della Polonia Henryk Kowalczyk per discutere le questioni relative al sostegno di forniture di prodotti agroalimentari dall’Ucraina ai mercati tradizionali dipendenti dalle esportazioni, nonché  alla ricerca di rotte logistiche alternative per i corridoi di transito attraverso l’UE, incluso il porto rumeno di Costanza.  “La Polonia sta attualmente lavorando alla creazione di un “porto asciutto” al confine, per riuscire ad aumentare la capacità di spedire i prodotti agricoli ucraini, in particolare verso paesi terzi” ha detto Henryk Kowalczyk. Anche la Lituania si è resa disponibile ad aiutare le esportazioni agricole attraversi l’invio di un treno di prova dall’Ucraina con una capacità di 2.000 tonnellate nel prossimo futuro, che è ovviamente insufficiente, ma sarà il primo passo nell’attuazione di un progetto globale.

Nel marzo 2022, le esportazioni di merci ucraine sono diminuite della metà, le importazioni più di tre volte. Le esportazioni di metalli e prodotti agricoli sono state particolarmente colpite, mentre le esportazioni di una serie di beni lavorati sono rimaste praticamente invariate rispetto al periodo prebellico. Le esportazioni dell’Ucraina a marzo sono state di 5,97 milioni di tonnellate per un valore di 2,7 miliardi di dollari. Mentre a febbraio lo stato ha esportato 13,1 milioni di tonnellate di merci per un valore di 5,3 miliardi di dollari. Attualmente, le principali voci di esportazione sono minerali, mais, ferroleghe e petrolio. Le esportazioni di metalli sono diminuite in modo significativo. In particolare, le esportazioni di prodotti piatti sono diminuite di quasi 10 volte, da 437 mila tonnellate di febbraio a 47 mila tonnellate di marzo. Per alcuni articoli della metallurgia, le esportazioni non sono state effettuate. Ciò è dovuto principalmente alla distruzione fisica degli impianti metallurgici e alla cessazione della produzione. A marzo, l’Ucraina ha esportato 1,1 milioni di tonnellate di mais, 309 mila tonnellate di grano, 118 mila tonnellate di olio di girasole, 40 mila tonnellate di semi di soia. Questo è 4 volte in meno rispetto a quanto esportato a febbraio.

Nel frattempo, con il Decreto del Consiglio dei Ministri dell’Ucraina del 9 aprile 2022 № 422, è stato revocato il divieto di esportazione per: bovini vivi; manzo congelato; carne e frattaglie commestibili, salate o in salamoia, secche o affumicate; farina commestibile di carne o frattaglie; carne di bovini. Permane invece il divieto di esportazione per: frumento e miscele di frumento e segale;  carne di polli domestici; uova di galline domestiche.

Fonte: Agenzia ICE – Italia Trade & Investment Agency