Il 22 giugno la Commissione ha presentato un regolamento per ridurre del 50% l’uso e il rischio dei pesticidi chimici entro il 2030. A seguito dell’annuncio si sono però sollevate alcune perplessità relative alle conseguenze per le imprese agricole.
De Castro: Commissione UE mette carro davanti ai buoi.
“La proposta di regolamento sui prodotti fitosanitari non tiene conto, ancora una volta, delle preoccupazioni che abbiamo ripetutamente sollevato, sia con la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, che con il vicepresidente, Frans Timmermans, ponendo obiettivi importanti di riduzione dei fitofarmaci, senza però offrire alcuna alternativa valida agli agricoltori“. Così l’eurodeputato Paolo De Castro commenta la presentazione del nuovo regolamento .
“Con questa proposta sembra che la Commissione ignori il contesto geopolitico in cui ci troviamo, – continua De Castro – nonostante la stessa valutazione d’impatto che accompagna la proposta stimi come l’obiettivo di riduzione del 50% dell’uso di pesticidi a livello Ue porterà non solo a un calo del 17% della produzione europea, ma anche a conseguenti aumenti, sia dei prezzi per i nostri consumatori, che delle importazioni da Paesi terzi che non garantiscono alcun rispetto dei nostri standard di sostenibilità“.
Per l’esponente PD, si tratta quindi di “una proposta, che ancora una volta penalizza i nostri agricoltori, senza offrire loro alcuna soluzione all’utilizzo della chimica. Piuttosto di presentare slogan e target utili solo alla comunicazione, noi siamo pronti a metterci al lavoro per ribilanciare questo regolamento, con strumenti concreti e budget sufficienti per ottenere benefici ambientali reali, e accompagnare i nostri agricoltori nella transizione verso modelli produttivi sempre più sostenibili“. “In questo senso – conclude De Castro – ci auguriamo che la Commissione rompa gli indugi e presenti al più presto il dossier per l’autorizzazione delle nuove biotecnologie sostenibili, necessarie se davvero vogliamo limitare l’uso della chimica, senza mettere a repentaglio il nostro potenziale produttivo“.
Cia: tagli Ue poco realistici. Mancano alternative efficaci
“La sostenibilità ambientale non metta in crisi la sostenibilità economica degli agricoltori, impegnati nella produzione di cibo di alta qualità per contribuire alla sicurezza alimentare del Paese.” E’ questo il commento di Cia-Agricoltori Italiani. Secondo Cia, l’ambizione dei contenuti proposti contrasta con una tempistica di transizione troppo veloce e non dà risposte adeguate sulle strategie alternative ai prodotti chimici per la protezione delle piante. Cia chiede, dunque, di accelerare gli iter autorizzativi dei prodotti alternativi agli agrofarmaci, che ancora scontano eccessive lentezze burocratiche.
Cia ricorda, inoltre, il forte stress del nostro sistema agroalimentare in un momento di grave crisi geopolitica e per gli effetti drammatici del climate change. E’ importante che la Commissione Ue abbia come obiettivo prioritario la resilienza del settore agricolo e allo stesso tempo imponga un principio di reciprocità sulle regole fitosanitarie ai Paesi terzi, per evitare dumping commerciali e garantire trasparenza al consumatore.
Nel chiedere, infine, a Bruxelles un maggior sostegno all’innovazione, Cia ribadisce l’importanza di arrivare presto a una proposta legislativa sulle nuove tecniche genomiche, finalizzate alla maggiore resistenza ai parassiti e agli effetti del climate change.
Confagricoltura: la proposta della Commissione UE penalizza ancora le imprese agricole
Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, boccia senza mezzi termini la proposta presentata dalla Commissione. “Per quanto riguarda l’agricoltura, l’agenda strategica della Commissione europea dovrebbe essere aggiornata. La pandemia e la guerra in Ucraina hanno chiaramente indicato che la salvaguardia del potenziale produttivo è un fattore strategico”.
Confagricoltura ricorda che il progetto legislativo avrebbe dovuto essere licenziato ad aprile, ma è stato deciso il rinvio a seguito dell’invasione dell’Ucraina. “Da aprile non è cambiato nulla – puntualizza Giansanti – Alla fine, all’interno dell’Esecutivo di Bruxelles, ha prevalso una visione penalizzante per l’intero sistema agroalimentare che, come riconosciuto dalla stessa Commissione, garantisce la copertura del fabbisogno dei cittadini europei”.
“Nella sua proposta, la Commissione riconosce che ci saranno conseguenze sotto il profilo dei costi di produzione e dei prezzi al consumo che dovrebbero essere compensate con i fondi della politica agricola comune (PAC). Un ulteriore taglio, quindi, alle risorse finanziarie per la competitività e l’efficienza delle imprese agricole che producono per il mercato”, sottolinea il presidente di Confagricoltura. Il progetto legislativo della Commissione europea passa ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. “Lavoreremo per ottenere tutti i profondi adattamenti necessari per continuare a garantire, grazie alle più avanzate soluzioni tecnologiche, produzioni sicure e di qualità. E sostenibili sotto il profilo ambientale e della protezione delle risorse naturali” – conclude Giansanti.




























































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