Un decreto governativo francese ha reso obbligatoria l’indicazione dell’etichettatura di origine geografica del latte, anche quando è utilizzato come ingrediente in alimenti preconfezionati, per un periodo sperimentale. Il gruppo Lactalis ha però chiesto l’annullamento di tale obbligo.
Interrogata dal Consiglio di Stato della Francia, ad ottobre 2020 la Corte di Giustizia UE aveva dato il via libera all’etichettatura d’origine degli alimenti ma ad alcune condizioni, ovvero: in caso di esistenza di un nesso comprovato tra talune qualità degli alimenti di cui trattasi e la loro origine o provenienza e ove gli Stati membri forniscano elementi a prova del fatto che la maggior parte dei consumatori attribuisce un valore significativo alla fornitura di tali informazioni.
Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il Ministero francese non sia riuscito a dimostrare quanto sopra.
La sentenza della Corte di Giustizia francese
Nella sua sentenza, la Corte di Giustizia francese ha quindi stabilito:
Art. 1
I decreti del 19 agosto 2016, 24 dicembre 2018 e 27 marzo 2020 relativi all’indicazione dell’origine del latte e del latte e delle carni utilizzati come ingrediente sono annullati in quanto riguardano il latte ed il latte utilizzato come ingrediente.
Art. 2
Lo Stato verserà alla società Groupe Lactalis una somma di 6.000 euro ai sensi dell’articolo L. 761-1 del codice di giustizia amministrativa.
Art. 3
La presente decisione è notificata alla società Groupe Lactalis, al Primo Ministro, al Ministro dell’economia, delle finanze e della ripresa economica, al guardasigilli, al Ministro della giustizia ed al Ministro dell’agricoltura e dell’alimentazione.
La posizione di Lactalis
Il Gruppo Lactalis ha preso atto della decisione del Consiglio di Stato di annullare il decreto relativo all’indicazione dell’origine del latte.
Secondo quanto dichiarato dall’azienda, il Gruppo continuerà ad indicare sulle confezioni dei suoi marchi l’origine dei prodotti.
L’iniziativa volta ad ottenere l’annullamento del decreto era motivata dall’impegno a non pregiudicare la libera circolazione delle merci mediante una moltiplicazione dei decreti relativi all’origine in Europa. “Il mercato europeo – scrive Lactalis – deve rimanere un mercato unico per preservare le esportazioni di prodotti lattiero-caseari francesi, con la Francia che esporta il 50% della sua produzione lattiera. Preservare le esportazioni significa anche perpetuare l’insieme della filiera lattiero-casearia francese”.




























































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