Leggera frenata per le vendite del Grana Padano DOP nel mese di marzo, dovuta a un confronto con lo stesso mese dell’anno pretendete, quello del lockdown.

Flettono del 9,5% le “uscite” di Grana Padano Dop a marzo 2021 e fanno crescere di 271.696 forme le scorte rispetto allo stesso mese del 2020. “L’andamento è negativo – spiega il direttore generale del Grana Padano Dop, Stefano Berni –  perché confrontato con marzo 2020, primo mese di lockdown a causa della pandemia da Covid-19, che si era chiuso un rimbalzo del 22,5% delle vendite rispetto allo stesso mese del 2019. Un risultato eccezionale sostenuto dalla corsa agli acquisti per fare scorte osservata a partire dal 9 marzo. Allo sprint di marzo 2020 era seguita poi una caduta del 9% delle “uscite” nell’aprile 2020″.

Le vendite di marzo 2021 segnano tuttavia una crescita a due cifre se paragonate allo stesso mese di un’annata regolare: “Rispetto a marzo 2019 il dato di quest’anno mostra – ha aggiunto Berni – un avanzamento del 10,8% delle uscite di Grana Padano, favorito anche dalla vicinanza Pasqua, festeggiata il 4 aprile scorso”.

“Sulla base di queste osservazioni si prevedono quindi buone performance di venditeha proseguito il direttore generale – per aprile 2021 e dovrebbe chiudersi positivamente anche il primo trimestre di quest’anno. Risultati che sono legati a un trend produttivo che si è mantenuto finora in equilibrio con la domanda di mercato».

Frenata più morbida del previsto per le vendite al dettaglio di Grana Padano Dop. Lo ha segnalato il direttore generale del Consorzio di tutela, Stefano Berni, facendo il punto sull’andamento dei consumi retail del mese di marzo 2021 nel nostro Paese: il Grana Padano ha perso solo l’1,5%, mentre il Parmigiano Reggiano ha lasciato sul terreno il 6,7%. Sono invece andati controcorrente i similari che hanno guadagnato il 7,1%. Il comparto dei “formaggi duri” ha chiuso il mese con un calo del 2,7%.
Il confronto a due anni  mostra invece  lo “scatto” messo a segno dal Grana Padano: a marzo 2021 le vendite al dettaglio in Italia sono rimbalzate del 18% rispetto a quelle dello stesso mese del 2019.

Il trimestre gennaio-marzo 2021 ha visto arretrare del 3% (rispetto allo stesso trimestre del 2010) le vendite al dettaglio di Grana Padano e flettere del 4,2% quelle del Parmigiano Reggiano a fronte di un incremento a doppia cifra, l’11,9%, messo a segno dai formaggi similari.

“Occorre notare – ha aggiunto il direttore generale –  che il prezzo medio al consumo delle due Dop nel trimestre è calato solo dell’0,3% attestandosi a 12,50 euro al chilogrammo per il Grana Padano e a 17,0 euro al chilogrammo per il Parmigiano Reggiano. La flessione più marcata di prezzo, il 4,5%, ha avvantaggiato il  similare, che è stato pagato 10,1 euro al chilogrammo”. 

In termini di share prevale sempre il Grana Padano (con il Trentino) con una quota del 47,6%, in seconda battuta si posiziona il Parmigiano Reggiano con il 29,4%, mentre il similare è cresciuto al 23%.

Fonte: Consorzio di Tutela del Grana Padano DOP