Aumento delle vendite per Grana Padano nel mese di maggio, diminuiscono invece a giugno. L’export rimane buono e costante sopratutto in USA e Canada, un motivo per ricordare di contrastare l’Italian sounding.
Le performance dei primi 5 mesi dell’anno compensano in parte le perdite di gennaio, con un buon export di marzo.
Per due mesi consecutivi le vendite di Grana Padano DOP sono tornate a crescere compensando in parte la forte frenata registrata a gennaio 2021: a maggio le “uscite” della DOP più consumata al mondo sono avanzate del 3,5% e anche il mese di aprile si era chiuso in progresso di quasi il 10%.
Lo ha segnalato il direttore generale del Consorzio di tutela, Stefano Berni: “Con quasi 1,9 milioni di forme uscite dai magazzini, l’andamento dei primi cinque mesi del 2021 è migliorato anche se resta ancora sotto del 6,14% rispetto alla scorsa annata che però è da considerare straordinaria come consumi”.
Considerando anche le forme retinate accanto al prodotto marchiato le “uscite” sfiorano il 12% e da gennaio a maggio 2021 la flessione si attenua fermandosi all’1,3%. Al 31 maggio 2021 nei magazzini si trovavano poco più di 6,1 milioni di forme.
Positivo anche l’export di marzo che è cresciuto del 6,4% trainato dal boom di oltre l’80% messo a segno dagli Usa dopo la sospensione dei dazi aggiuntivi. Il bilancio del trimestre è negativo del 4,6% nonostante il recupero rispetto a gennaio.
Entrando nel dettaglio a marzo ha guadagnato il 6,3% la Germania che si è riportata in terreno positivo nel trimestre con un aumento dell’1,1%. Bene le spedizioni in Belgio e Svizzera, mentre la Francia ha messo a segno un +14,2% a marzo che nel trimestre porta a un incremento del 3,9%. Il Regno Unito ha perso il 20% mentre guadagna quasi il 25% la Svezia che ha superato Canada e Giappone.
In discesa, come a febbraio, la produzione di Grana Padano (con il 99,83% dei dati) a giugno 2021. Dopo gli incrementi di aprile e maggio, rispettivamente dell’1,04% e dello 0,19%, il sesto mese dell’anno ha chiuso in calo del 3,61% rispetto allo stesso mese del 2020 (anno bisestile con un giorno in più di produzione e di consumi). Lo ha segnalato il direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano, Stefano Berni.
Il bilancio del primo semestre 2021, con 2.969.771 forme prodotte, resta in ogni caso all’insegna della stabilità (– 0,01% sul 2020), in perfetto equilibrio con la domanda di mercato. Da sottolineare, comunque, che rispetto al 2019 la produzione del primo semestre 2021 è aumentata del 4,14%.
Il confronto tra il primo semestre 2021 (con un giorno in meno) e il primo semestre 2020 porta la tendenza dall’1,32% allo 0,56%.
Le esportazioni di Grana Padano Dop sono cresciute del 20,4%. Nei primi quattro mesi dell’anno le vendite oltreconfine hanno segnato un progresso dell’1,17%
Gli Usa e il Canada tirano la volata alle esportazioni di Grana Padano: grazie all’ottima crescita delle vendite registrata nei due Paesi del continente americano la Dop più consumata al mondo ha messo a segno, ad aprile, una crescita complessiva del 20,4%. Lo ha segnalato il direttore generale del Consorzio di tutela, Stefano Berni.
A brillare sono anche le vendite in Belgio e in Germania, che storicamente resta il mercato principale del Grana Padano all’estero. E’ andata molto bene, ha fatto notare sempre il direttore generale, anche la Svezia che ad aprile ha sfiorato il 41% di incremento e nel primo quadrimestre è cresciuta di oltre il 28%.
Andamento positivo dell’export ad aprile anche in Svizzera, mentre in Austria si è registrata una piccola frenata.In forte rallentamento sono risultate invece le vendite nel Regno Unito, a causa della Brexit e dell’etichetta a semaforo, e in Giappone per la richiesta “irricevibile” di confezionamento e grattugia del prodotto in loco.
L’export aumenta ma bisogna prestare attenzione all’Italian sounding. “La Corte di Giustizia Ue ha vietato la produzione di un similare che poteva trarre in inganno il consumatore per la sua somiglianza con un formaggio protetto dalla Dop. Una sentenza a favore del Consorzio di tutela del formaggio francese Dop Morbier – un formaggio contraddistinto da uno strato nero che separa orizzontalmente la forma nel mezzo -, che si era opposto alla produzione di un formaggio similare che poteva evocare il prodotto che si fregia della Dop”.
Lo ha segnalato il direttore generale del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop, Stefano Berni, sottolineandone la portata: “La sentenza, che ha un precedente in quella espressa dalla Corte di Giustizia a tutela di un’altra Dop, il formaggio spagnolo Queso Manchego, rappresenta un passo in avanti nella protezione delle Dop. I regolamenti 510/2006 e 1151/2012 vietano l’evocazione anche visiva della forma o dell’aspetto di una Dop, qualora possa indurre in errore il consumatore sulla reale origine del prodotto”.
“Prendendo spunto dalla sentenza del dicembre 2020 sul Morbier – ha spiegato il direttore generale del Consorzio di tutela – il 15 giugno scorso è stato avviato, in collaborazione con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari, un progetto che ha l’obiettivo di evitare che aspetto, referenze e pack di un prodotto similare possano evocare il Grana Padano Dop o il Parmigiano Reggiano Dop traendo in inganno il consumatore. Occorre fare in modo che il similare debba nettamente distinguersi dalle Dop e non venga acquistato solo perché il consumatore è confuso da caratteristiche evocative del prodotto certificato”.
Fonte: Consorzio di tutela del Grana Padano DOP




























































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