La situazione del mercato agroalimentare a seguito del conflitto Russia-Ucraina e l’individuazione di misure per garantire la sicurezza alimentare nell’UE all’indomani della crisi: sono stati questi i punti centrali del Consiglio Agrifish che si è svolto ieri a Bruxelles.

Facendo seguito alla videoconferenza straordinaria tenutasi il 2 marzo, i ministri UE dell’Agricoltura si sono incontrati ieri per un nuovo scambio di opinioni sull’attuale situazione del mercato dei prodotti agricoli e agroalimentari e l’attuazione dei Piani strategici della PAC a seguito dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.

La situazione del mercato agroalimentare 

Il Consiglio ha invitato il ministro dell’agricoltura ucraino, Roman Leshchenko, a parlare tramite collegamento video della situazione agricola e delle esigenze prevalenti nel suo paese, che sono state poi discusse dai ministri. I ministri hanno proseguito con una discussione sulle misure che potrebbero essere adottate non solo per continuare a salvaguardare l’approvvigionamento alimentare a breve termine, ma anche per migliorare la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare dell’UE a medio e lungo termine. La discussione ha anche toccato il potenziale impatto della crisi sulla sicurezza alimentare dei paesi terzi. Nell’ambito di queste misure è stata annunciata la possibilità di coltivare terreni messi a riposo nel 2022.

Sulla scia dell’invasione russa dell’Ucraina, – ha dichiarato Julien Denormandie, ministro francese dell’agricoltura e dell’alimentazione – era essenziale per noi mostrare la nostra solidarietà con l’Ucraina. Abbiamo discusso con il ministro ucraino per determinare che tipo di assistenza dovrebbe essere fornita rapidamente. Inoltre, dobbiamo adottare misure urgenti per garantire non solo la sovranità alimentare nell’UE, ma anche la sicurezza alimentare a livello globale. Oggi i ministri dell’Agricoltura dell’UE hanno dimostrato il loro impegno a implementare soluzioni efficaci a breve, medio e lungo termine, nonché a sostenere il settore agricolo ucraino.

Come si legge in un documento informale della Commissione, diverse sono le misure attualmente in esame per affrontare la situazione del mercato e i rischi per la sicurezza alimentare.

Tra le diverse strade esplorate per affrontare questa situazione critica, la Commissione sta valutando due misure di sostegno del mercato:

  • una misura ai sensi dell’articolo 219 del regolamento OCM;
  • una misura ai sensi dell’articolo 17 del regolamento OCM mirante a introdurre aiuti all’ammasso privato nel settore delle carni suine.

La Commissione sta inoltre riflettendo sull’estensione dell’obbligo degli Stati membri di comunicare dati mensili sulle scorte private di prodotti essenziali per alimenti e mangimi, e sta valutando la possibilità di consentire che i terreni a riposo delle aree di interesse ecologico siano utilizzati per il pascolo o la produzione di colture proteiche, in linea con le conclusioni dell’EUCO. Inoltre, la Commissione è disposta a consentire un aumento degli anticipi sui pagamenti diretti e le misure di sviluppo rurale connesse alla superficie e agli animali da versare agli agricoltori a partire dal 16 ottobre 2022.

Per consentire agli Stati membri di porre rimedio alle gravi perturbazioni dell’economia causate dalla guerra, la Commissione sta conducendo consultazioni con gli Stati membri in merito alla necessità e alla portata di un nuovo quadro temporaneo per le crisi autonomo. La consultazione solleva anche la questione degli aiuti di Stato per il settore agricolo.

La Commissione fornirà una risposta dettagliata alla situazione nella prossima comunicazione sulla sicurezza alimentare e sul rafforzamento della resilienza dei sistemi alimentari che sarà presentata nelle prossime settimane.

Approvazione dei piani strategici della PAC

La Commissione ha aggiornato i ministri sullo stato di avanzamento della sua valutazione dei piani strategici nell’ambito della futura PAC. È seguito uno scambio di opinioni, incentrato in particolare su:

  • la necessità di approvare rapidamente i piani per garantire che gli agricoltori siano a conoscenza delle nuove regole;
  • la necessità di flessibilità per adattare i piani al fine di garantire la sicurezza alimentare sulla scia della guerra in Ucraina;
  • i criteri utilizzati dalla Commissione per l’approvazione dei piani;
  • la trasparenza del processo.

Nel suo intervento, il Ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli ha sottolineato come il forte aumento dei prezzi delle materie prime innescato dalla guerra in Ucraina abbia avuto un impatto sull’offerta e sulla domanda di prodotti agricoli, cambiando, di fatto, i presupposti che hanno portato alla stesura delle bozze di Piano Strategico.

Patuanelli ha quindi sottolineato la necessità di procedere rapidamente nell’approvazione dei Piani strategici nazionali della PAC ma nel contempo ha invitato a individuare una strategia comune per adeguare i piani alla situazione di crisi che sta attraversando tutta l’Europa. Tra le proposte del Ministro: l’attuazione di un regime transitorio che vada fino al primo anno di applicazione della nuova PAC nel 2023, la sospensione temporanea di alcune misure come l’aumento degli aiuti accoppiati e l’adozione di un regime derogatorio per le rotazioni e il set-aside dei terreni. In questo quadro il Ministro ha sottolineato l’appoggio del nostro Paese alla strategia europea volta ad aumentare la produzione di proteine vegetali, coerentemente con quanto previsto dal Green New Deal.

Occorre dare certezze agli agricoltori tramite i Piani Strategici Nazionali che la Commissione sta analizzando. – ha dichiarato Patuanelli a margine del Consiglio – Piani che devono rispondere alle nuove esigenze rapidamente perché, ad esempio, le semine autunnali non possono essere saltate. E che al contempo non possono retrocedere rispetto a quanto è stato deciso con la PAC adottata l’anno scorso, in merito in particolare alla necessità di garantire una agricoltura produttiva, ma maggiormente compatibile con l’ambiente e che incida meno sugli input naturali.”

La delegazione ungherese ha poi preso la parola per presentare una dichiarazione a nome del gruppo di Visegrad, della Bulgaria, della Croazia, della Romania e della Slovenia sulle misure dei piani strategici della PAC che, secondo loro, contribuirebbero a un’agricoltura europea più equa e più verde.

Uso di fertilizzanti biobased (RENURE)

L’invasione dell’Ucraina ha messo in luce l’elevata dipendenza dell’agricoltura europea, oltre che dal gas naturale e dalle materie prime, anche dai fertilizzanti chimici provenienti da paesi terzi, e in particolare da Federazione Russa, Bielorussia e Ucraina.

I Paesi Bassi hanno analizzato il problema dell’aumento dei costi dei fertilizzanti, studiando soluzioni che diminuiscano la dipendenza dalle importazioni e allo stesso tempo sostengano la transizione verso un’agricoltura circolare, riutilizzando i nutrienti disponibili localmente e riciclando i rifiuti organici in fertilizzanti rinnovabili.

Questo argomento è stato affrontato dalla delegazione olandese nel corso del Consiglio di ieri, con la presentazione di un documento sull’uso dell’azoto recuperato dal letame come alternativa ai fertilizzanti chimici.

Gli sviluppi nel campo del recupero dei nutrienti dal letame, dalla digestione anaerobica e da altri flussi di rifiuti organici, valorizzando i residui e mantenendoli all’interno del ciclo dei nutrienti, hanno dimostrato che è possibile ridurre l’impatto del letame del bestiame sull’ambiente, con benefici anche economici per gli allevatori e gli agricoltori che producono seminativi.

Data l’urgenza e la necessità di una soluzione a breve termine, la delegazione ha proposto di consentire una deroga per gli Stati membri per l’applicazione di fertilizzanti con nutrienti recuperati dal letame che soddisfino criteri minimi di qualità (cd ReNure-criteria) nelle zone vulnerabili ai nitrati. Dal momento che investimenti in questo tipo di installazioni sono grandi e richiedono un lungo tempo per avere un ritorno sull’investimento, la delegazione chiede alla Commissione di sviluppare a breve termine un metodo di deroga per consentire l’applicazione di fertilizzanti con nutrienti recuperati dal letame per un periodo minimo di 8 anni.

Come soluzione a lungo termine la delegazione ha invece chiesto alla Commissione di fornire una soluzione generale includendo questa deroga come emendamento nella Direttiva Nitrati.

Altri temi all’ordine del giorno

Ai ministri è stata inoltre fornita una sintesi dalla delegazione tedesca della riunione del G7 dei ministri dell’agricoltura svoltasi l’11 marzo.

Durante la riunione, le delegazioni hanno fornito informazioni sui seguenti temi: colture proteiche (Austria); la revisione della politica delle indicazioni geografiche (Spagna) (leggi anche “Indicazioni Geografiche: presentate al Consiglio Agrifish misure per rafforzare il sistema in fase di riforma“); la revisione della direttiva sui pesticidi sostenibili (Polonia), l’impatto dell’aumento dei prezzi del carburante sull’attività di pesca (Spagna); e alternative ai prodotti fitosanitari (Slovenia).