La FAO ha lanciato la scorsa settimana due nuovi strumenti pratici progettati per incoraggiare il mantenimento e il sequestro del carbonio organico nel suolo, strumento chiave per l’azione per il clima.

Il sequestro del carbonio comporta la rimozione dell’anidride carbonica dall’atmosfera sotto forma di carbonio organico del suolo (soil organic carbon – SOC) e la cattura di CO2 nel suolo è considerata un modo efficace per ridurre i gas effetto serra. Poiché un suolo ricco di carbonio è anche più sano e più fertile, ciò può avvantaggiare gli agricoltori, contribuendo nel contempo a raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e i Sustainable Development Goals.

I due prodotti presentati dalla FAO la scorsa settimana, parte dell’iniziativa RECSOIL, sono una mappa globale che illustra quanto e dove la CO2 può essere sequestrata dai suoli (il GSOCseq), e un manuale tecnico di buone pratiche per sequestrare e mantenere gli stock di SOC nei suoli.

Dobbiamo cercare modi innovativi per rendere i nostri sistemi agroalimentari più efficienti, inclusivi, resilienti e sostenibili. Suoli sani sono fondamentali per raggiungere questo obiettivo“, ha dichiarato il Direttore Generale della FAO Qu Dongyu alla sessione di apertura della nona Global Soil Partnership (GSP) Plenary Assembly. L’incontro virtuale dell’8-10 settembre si è svolto in vista della UN Climate Change Conference COP26 che si terrà a Glasgow.

Strumenti pratici per ricarbonizzare i suoli globali

Il degrado di un terzo dei suoli mondiali ha già rilasciato nell’atmosfera fino a 78 gigatonnellate di carbonio. Ulteriori danni agli stock di carbonio del suolo attraverso una sua cattiva gestione ostacolerebbero quindi gli sforzi per contenere l’aumento delle temperature globali.

Man mano che il clima cambia, è probabile che nell’atmosfera venga disperso più carbonio di quanto non ne venga sequestrato nel suolo se non si verificheranno cambiamenti nelle pratiche agricole, determinando un ciclo che potrebbe accelerare ulteriormente il cambiamento climatico. Di particolare preoccupazione sono i punti caldi come le torbiere, le terre nere, il permafrost e i prati, che contengono la più alta quantità di carbonio organico nel suolo.

Gestire i suoli in modo sostenibile e riabilitare suoli agricoli e praterie degradati può quindi aiutare a mitigare gli impatti della crisi climatica e migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare e la nutrizione. I terreni sani si sono dimostrati non solo più produttivi, ma anche più resilienti ai cambiamenti climatici e agli eventi estremi.

Il GSOCseq lanciato in questi giorni è la prima stima globale del potenziale di sequestro di SOC in tutto il mondo. La mappa offre vari livelli di informazioni, aiutando gli utenti a visualizzare dati cruciali come gli stock SOC iniziali e gli stock SOC previsti in vari scenari di gestione del suolo, nonché i tassi di sequestro per ogni scenario.

Secondo questa mappa, i suoli – se gestiti in modo sostenibile – possono sequestrare fino a 0,56 petagrammi di carbonio – o 2,05 gigatonnellate di CO2 equivalente – all’anno, con il potenziale di compensare annualmente fino al 34% delle emissioni globali di gas serra dell’agricoltura.

Il secondo prodotto lanciato dalla FAO è un compendio di buone pratiche per gli agricoltori su come mantenere gli stock di SOC e come sequestrare la CO2. Risultato di tre anni di sforzi collettivi di oltre 400 specialisti provenienti da tutto il mondo, il manuale tecnico in sei volumi è il primo tentativo di raccogliere buone pratiche di gestione del suolo supportate da solidi dati scientifici sugli impatti di queste pratiche sul contenuto SOC in un vasta gamma di ambienti e usi del suolo.

Dai metodi di rotazione delle colture affinati nel corso di migliaia di anni, alle moderne tecniche di gestione dei nutrienti, il manuale tecnico offre soluzioni pratiche per ogni tipo di terreno e situazione.

Sebbene la questione del suolo e della sua salute sia ben radicata nell’agenda globale, gli impatti tangibili rimangono una sfida importante “per una migliore produzione, una migliore alimentazione, un ambiente migliore e una vita migliore per tutti, senza lasciare indietro nessuno“, ha affermato Qu.

Fonte: FAO