Quest’anno ricorre il 60º anniversario (1962-2022) della politica agricola comune (PAC) dell’UE, che segna un punto di svolta cruciale per il suo funzionamento vista l’introduzione di un nuovo modello di attuazione che inizierà a partire dal 2023. 

Lunedì, in apertura della sessione plenaria in corso in questi giorni a Strasburgo, il Parlamento ha commemorato il 60° anniversario della pubblicazione del primo regolamento della politica agricola comune (PAC).

Ad aprire la cerimonia è stata Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, che ha ricordato come la politica agricola comune abbia trasformato l’Europa e come i prodotti europei siano fondamentali per contribuire a sfamare il mondo. Tuttavia, Metsola ha anche sottolineato le sfide future, come la necessità di stimolare il ricambio generazionale, garantire la qualità dei prodotti e della sostenibilità del processo di produzione, e compensare gli effetti della guerra in Ucraina.

Il Presidente Metsola ha anche reso omaggio “a tutte le persone che stanno dietro al successo della nostra Politica Agricola Comune. Gli agricoltori, le loro famiglie e tutti gli altri lavoratori ausiliari, che mettono un grande sforzo nel loro lavoro, con la pioggia o con il sole. Sono loro i veri narratori di questa storia di successo”.

Il Ministro dell’agricoltura e della sovranità alimentare Marc Fesneau, a nome della Presidenza francese, ha ricordato che concepire l’agricoltura come strumento di pace era al centro degli obiettivi dei fondatori d’Europa. Ecco perché, secondo il ministro, rifiutiamo di usare l’agricoltura come arma nel contesto della guerra in Ucraina. “Dopo 60 anni, la PAC è una politica fedele allo spirito dei fondatori dell’Europa. È un potente simbolo dell’unità dell’Europa“, ha concluso il ministro Fesneau.

Il presidente della commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale Norbert Lins (PPE, DE) ha concluso la cerimonia ringraziando gli agricoltori europei per il loro duro lavoro per garantire la presenza dei prodotti alimentari sugli scaffali. Tuttavia, ha anche sottolineato il pericolo di una crisi di approvvigionamento alle porte dell’Europa, in Ucraina e in Nord Africa. Il presidente ha quindi chiesto un’azione rapida per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, la sostenibilità e l’accessibilità economica ai prodotti alimentari in futuro.

Per l’occasione il Servizio Ricerca del Parlamento europeo ha pubblicato una cronologia che evidenzia i principali sviluppi legislativi e politici che hanno plasmato la PAC negli ultimi sei decenni.

Come ricordato dal Commissario per l’Agricoltura Janusz Wojciechowski nel suo discorso, la PAC si è costantemente evoluta nel corso degli anni, per far fronte alle mutevoli circostanze economiche e di bilancio e per soddisfare le esigenze in evoluzione dei cittadini.

Tuttavia, le finalità originarie della politica, già stabilite con il Trattato di Roma, sono rimaste immutate:

  • aumentare la produttività,
  • stabilizzare i mercati,
  • fornire un tenore di vita equo agli agricoltori,
  • garantire la disponibilità di cibo, e
  • garantire che questo raggiunga i consumatori a prezzi ragionevoli.

Tutti questi obiettivi del Trattato perseguono uno scopo prioritario: la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare dell’Europa, aspetto la cui importanza è divenuta ancora più evidente a seguito della pandemia e della guerra.

Wojciechowski ha quindi chiesto di adattare la PAC alle sfide attuali e future“Dobbiamo avere cura di produrre oggi il cibo giusto, – ha dichiarato il Commissario – ma anche di preservare il potenziale della nostra terra per domani, per le future generazioni di europei. Fondamentalmente bisogna ricordare che l’agricoltura non è un’industria, la terra non è una fabbrica, gli animali non sono macchine. Ecco perché stiamo riformando la politica agricola comune, in modo che l’agricoltura diventi più rispettosa dell’ambiente, del clima e del benessere degli animali.

Tuttavia, – ha aggiunto – dobbiamo fare di più per garantire la stabilità dei redditi degli agricoltori. Dobbiamo fare di più per sostenerli nelle situazioni di crisi che, purtroppo, iniziano a diventare più frequenti. Dobbiamo garantire che le condizioni di vita nelle zone rurali siano migliorate e colmare il divario tra le condizioni rurali e urbane. Questo è l’obiettivo della nostra visione a lungo termine per le zone rurali, adottata nel 2021 e mirata a cambiamenti significativi entro il 2040.