La scorsa settimana abbiamo pubblicato la video-intervista “Può un’Enciclica aiutare a dare una maggiore dignità all’agricoltura?” per chiedere aiuto a Don Lorenzo Prezzi e Don Luca Rosina nell’approfondire la conoscenza dell’Enciclica di Papa Francesco “Laudato sì’” e condividere assieme delle riflessioni generali sui temi affrontati, che risultano essere di una straordinaria attualità e soprattutto sorprendentemente in linea con la strategia Farm to Fork nell’ambito del Green Deal europeo. Il Prof. Ballarini, firma conosciuta e stimata da tutti i lettori di Ruminantia, ha voluto esprimere una sua opinione al riguardo inviando una nota al direttore tecnico, dr. Alessandro Fantini, che qui condividiamo.

LA BIBBIA BISOGNA INTERPRETARLA

Caro Alessandro,

ho seguito con attenzione e molto piacere l’intervista che hai fatto con Don Lorenzo Prezzi e Don Luca Rosina sull’Enciclica Laudato Sì’ di Papa Francesco del 24 maggio 2015. Non sono un teologo, ma come antropologo faccio alcune considerazioni che ti invio, partendo da un aforisma che spesso ripeteva Raymond Ferrando, zootecnico della Scuola di Alford e tra l’altro educato dai Gesuiti, che diceva “La scienza è come la bibbia, bisogna saperla interpretare”. Io aggiungo che la bibbia è stata interpretata in modo diverso da ogni cultura e ciascuna ne ha messo in evidenza gli aspetti che riteneva a lei e in quel momento di maggiore, se non esclusivo, interesse o importanza. Alla nostra cultura spetta darne la sua interpretazione coerente con i tempi, come ha fatto Papa Francesco per alcuni aspetti.

Per quanto riguarda il rapporto tra uomo e animali, ti invio alcune mie brevi note di antropologo.

A un attento esame della Genesi, il primo libro nel quale una cultura della Fertile Mezzaluna interpreta la nascita del mondo e della umanità, la Divinità non dà all’uomo tutto quanto lui ha creato (Genesi 2, 2,9) ma se ne riserva una piccola parte (albero della conoscenza Genesi 2, 16 con la minaccia di una morte). Quindi l’uomo non è padrone di tutto e sembra esserne soltanto un “usufruttario”.

L’uomo per vestirsi di sua iniziativa usa dei vegetali che la Divinità ha creato (Genesi 1, 7), ma quasi sempre si dimentica che vestimenti di pelli o pellicce non sono fatte dall’uomo, ma fatte e donate dalla Divinità (Genesi 3 – 20-21) e gli animali dalle quali sono ricavate sono quindi di “proprietà” della Divinità. Un’interpretazione questa che spiega anche l’altrimenti oscuro fatto che la Divinità gradisce il sacrificio di Abele di animali (proprietà divina) e non di vegetali (ceduti all’uomo) di Caino (Genesi 4- 1,4,5). L’uomo si limita a dare il nome agli animali (Genesi 2,18-20).

Il vero “uomo moderno” della bibbia è Noè (Genesi 7) anche nei suoi rapporti con gli animali e che con la Divinità stabilirà un nuovo patto o Alleanza Noatica. Noè non è più solo coltivatore come Caino o pastore come Abele, ma è allevatore di diversi animali (animali mondi), coltiva la vite e soprattutto è un tecnologo alimentare (produce vino) e un architetto che costruisce una grande arca. Noè guarda avanti, prevede un futuro e provvede (salvataggio animali mondi, di allevamento, nella misura di sette coppie per specie). Noè è anche il primo ambientalista (salvataggio di animali non puri dei quali è anche da evitare il contatto, nella misura di una sola copia per specie).

Noè allevatore di più specie animali, costruttore di una stalla galleggiante polifunzionale, che prevede e gestisce l’emergenza del diluvio, che si preoccupa e salva le specie selvatiche per un ripopolamento ambientale: questo è il nostro personaggio biblico da considerare!

Un abbraccio

                 Giovanni

NOTE

Genesi 1 – 7 – Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture.

Genesi 2,9 – Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male.

Genesi 2,16 – E Dio impose all’uomo anche questo comando: Di ogni albero del giardino puoi mangiare a sazietà. Ma in quanto all’albero della conoscenza del bene e del male non ne devi mangiare, poiché nel giorno in cui ne mangerai certamente dovrai morire.

Genesi 2,18-20 – Poi il Signore Dio disse: Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile. Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l’uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile.

Genesi 3 – 20-21 – E l’uomo pose nome Eva alla sua moglie, perché è stata la madre di tutti i viventi. E Jahvè Dio fece ad Adamo e alla sua moglie delle tuniche di pelle e li vestì.

Genesi 4 -1 – Adamo si unì a Eva sua moglie, la quale concepì e partorì Caino e disse: «Ho acquistato un uomo dal Signore». 2 Poi partorì ancora suo fratello Abele. Ora Abele era pastore di greggi e Caino lavoratore del suolo.

Genesi 4 – 3-5 – Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti del suolo in sacrificio al Signore; 4 anche Abele offrì primogeniti del suo gregge e il loro grasso. Il Signore gradì Abele e la sua offerta, ma non gradì Caino e la sua offerta.

Genesi 7 (Passim) 7,2 – D’ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. 7,3 Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. 7,8 Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo nove entrarono a due a due con Noè nell’arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.