Dopo aver comunicato la sua intenzione di ridurre drasticamente i livelli di azoto per tutelare l’ambiente, l’Olanda chiarisce come intende raggiungere questo obiettivo. La riduzione potrà arrivare fino al 70% nelle aree più vulnerabili.

Gli obiettivi di riduzione delle emissioni di azoto differiranno in base all’area considerata, perché anche la qualità della natura, dell’acqua e del suolo differisce a seconda dell’area interessata. Il governo centrale ha quindi stabilito che le percentuali di riduzione andranno dal 12% a circa il 70% (da raggiungere in proporzione da tutti i settori) nelle aree vicine alle riserve naturali e in quelle in cui la qualità dell’acqua e del suolo deve migliorare sensibilmente.

Laddove il suolo è più adatto all’agricoltura, il governo sta lavorando con province e comuni per raggiungere comunque una buona protezione del territorio. In queste aree, l’agricoltura avrà la priorità su attività meno dipendenti da fattori ambientali. Nelle aree in cui la natura, il suolo e le falde acquifere subiscono una forte pressione, l’agricoltura dovrà invece essere organizzata in modo più estensivo, con maggiore attenzione alla gestione della natura e del paesaggio.

Gli obiettivi di riduzione saranno stabiliti dal governo centrale mentre i piani specifici per ogni area saranno definiti dalle 12 province e dai soggetti regionali coinvolti. Questi obiettivi regionali si sommeranno all’obiettivo nazionale secondo il quale i tre quarti dei siti Natura 2000 sensibili all’azoto dovranno raggiungere un livello sano entro il 2030.

Nonostante siano molti i settori coinvolti da queste misure, l’impegno per l’agricoltura sarà notevole e richiederà agli imprenditori agricoli di accelerare la transizione all’agricoltura circolare.  Come riportato dal ministro della Natura Christianne van der Wal e dal ministro dell’Agricoltura Henk Staghouwer, non tutti gli agricoltori potranno continuare con la loro attività, e non sempre nel modo in cui lo fanno ora.

I ministri prevedono 3 opzioni per gli agricoltori: aumentare ulteriormente la loro sostenibilità (innovazione tecnica, innovazione paesaggistica, riconversione), delocalizzare o cessare la loro attività. Nel caso dell’incremento della sostenibilità e anche della delocalizzazione, alcuni esempi di azioni che possono essere intraprese sono l’estensivizzazione, ad esempio, con un minor numero di animali per ettaro, l’aggiunta di suolo paesaggistico o il contributo al sequestro del carbonio, alla gestione dell’acqua e della natura. Altre possibilità includono l’offerta o la produzione di nuovi prodotti, come colture ricche di proteine, ​​e la riconversione all’agricoltura biologica, ma anche offrire servizi extra per l’ambiente.

Il governo olandese ha messo a disposizione 24,3 miliardi di euro per questo piano. Oltre a queste risorse saranno disponibili anche sistemi di supporto tramite consulenze e formazione, sovvenzioni per agricoltori giovani o principianti (sostegno all’insediamento nella politica agricola comune (PAC)) e il Programma di conversione per l’agricoltura sostenibile. Inoltre, nella nuova PAC sono disponibili 120 milioni di euro per, tra l’altro, i regimi ecologici.

Una condizione importante per un’agricoltura a prova di futuro è che l’imprenditore abbia anche una prospettiva economica sostenibile. Egli può adottare pratiche per aumentare la sostenibilità dell’azienda solo con la collaborazione dell’intera filiera. Ecco perché saranno intraprese azioni concrete che miglioreranno il reddito degli agricoltori sostenibili. Se questo non sarà sufficiente, seguiranno degli obblighi di legge.