E’ stato pubblicato il report di BMTI relativo all’andamento dei prezzi all’ingrosso dei principali cereali ad uso zootecnico nel mese di Aprile 2022. Per il mais, iniziano a decrescere i prezzi pur rimanendo elevati.

Prezzi in discesa dai picchi di inizio marzo ma sempre su livelli elevati

Il balzo dei prezzi del mais osservato nelle prime settimane successive allo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina ha lasciato spazio a partire da metà marzo ad una fase di parziale rientro. Dopo i forti timori iniziali gli utilizzatori hanno provato a riorientare la domanda verso bacini di approvvigionamento alternativi a quelli coinvolti nel conflitto. A questo si aggiunge una contrazione dei consumi zootecnici per via degli elevati livelli di prezzo raggiunti.

Le quotazioni del mais rimangono comunque sostenute, attestate in avvio di aprile sui 370 €/t, in calo dell’8% dal picco di metà marzo ma superiori di oltre il 60% su base annua.

Nonostante i prezzi elevati, secondo le stime di fine aprile della Commissione Europea le superfici italiane a mais crescerebbero di appena il 2% rispetto al 2021, toccando i 600mila ettari.

Cereali esteri

Sul fronte estero, per i cereali si è notato quanto segue:

nella seconda parte del mese di marzo i listini internazionali dei cereali sono parzialmente rientrati dai massimi storici fatti registrare a seguito dello scoppio del conflitto russo-ucraino, pur rimanendo su livelli particolarmente elevati.

Al Matif di Parigi le quotazioni del future sul grano tenero sono scese a fine marzo del -13% rispetto ai massimi storici registrati a inizio mese, pur mantenendosi su valori mai osservati prima del conflitto. Dinamica simile per il future sul mais che a Parigi perde il -16% rispetto a inizio marzo. I mercati restano sensibili all’evoluzione della crisi, specie al persistere dei blocchi ai flussi commerciali in uscita dal Mar Nero, in un contesto in cui gli operatori valutano anche le incertezze legate all’ andamento delle prossime semine. Secondo l’ultimo report dello USDA sulle intenzioni di semina, rispetto al 2021 si registra un calo del 4% delle superfici coltivate a mais negli Stati Uniti, principale esportatore con una quota del 40% circa del totale mondiale. Forti tensioni permangono nel mercato dei semi oleosi, con il future sulla colza negoziato a Parigi che ha raggiunto lo scorso aprile 14 aprile il valore record di 1.000 €/t.

Per consultare il documento completo di BMTI e conoscere la situazione anche per grano duro, grano tenero ed orzo, cliccare qui.

Fonte: BMTI