Nel report “L’agricoltura non aggancia la ripresa ma può contare su misure straordinarie” ISTAT e CREA esaminano l’andamento del settore agroalimentare negli ultimi due anni (2020 – 2021) e offrono una panoramica di tutti gli strumenti di sostegno economico e finanziario messi a disposizione a livello europeo e nazionale per l’intero sistema .

Il CREA collabora al consueto rapporto ISTAT sul settore agricolo con un focus sulla Legge di Bilancio 2022 e PNRR e PAC, illustrando le molteplici risposte alla crisi legata alla pandemia e a quella in Ucraina, a disposizione del settore, in un’ottica di rafforzamento del sistema agroalimentare. Si tratta di investimenti per le imprese, le filiere, l’occupazione e la tutela dei prodotti, ma anche l’attuazione del Next Generation EU, la sicurezza alimentare e la riduzione della dipendenza dall’estero di alcuni input, l’aumento della produzione di energia rinnovabile e il rafforzamento dei metodi di produzione più sostenibili.

In particolare gli interventi per sostenere e rilanciare il settore agricolo, circa 2 miliardi di euro,  riguardano la gestione del rischio e la difesa delle produzioni (l’istituzione del fondo mutualistico nazionale per la copertura dei rischi catastrofali alle produzioni agricole; le assicurazioni agevolate, l’istituzione di Fondi per contrastare l’insetto bostrico, le specie esotiche invasive; investimenti per il contenimento della diffusione della Xylella fastidiosa), lo sviluppo della filiera agroalimentare e della pesca (il Fondo per il sostegno dell’enogastronomia italiana,  per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano e per il sostegno delle eccellenze della gastronomia e dell’agroalimentare italiano), interventi a sostegno delle filiere apistica e per promuovere lo sviluppo competitivo del comparto della frutta a guscio e delle filiere minori, per lo sviluppo delle colture di piante aromatiche e officinali biologiche e infine la valorizzazione internazionale dei patrimoni immateriali agro-alimentari ed agro-silvo-pastorali, dichiarati dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.

In aggiunta, gli interventi a sostegno degli investimenti hanno interessato principalmente le imprese (50Meuro) e, in particolare, il settore forestale (l’istituzione di un fondo pluriennale per la gestione sostenibile e il ruolo multifunzionale delle foreste, l’efficienza nell’impiego delle risorse forestali per uno sviluppo sostenibile delle economie nelle aree rurali e la responsabilità e conoscenza globale delle foreste attraverso azioni di monitoraggio, ricerca e formazione) e di sviluppo delle montagne (Fondo per lo Sviluppo delle montagne per la tutela e promozione delle risorse ambientali, interventi di carattere socioeconomico per le popolazioni che vivono nei territori coinvolti; attività di informazione e comunicazione per ridurre il grave fenomeno dello spopolamento).

Per quanto riguarda il Next Generation EU, la dotazione è pari a 750 miliardi di euro a prezzi 2018 (di cui 390 a fondo perduto e 360 come prestiti); di cui 672,5 miliardi di euro (di cui di cui 312,5 miliardi come sovvenzioni e 360 miliardi come prestiti a tassi agevolati), sono destinati al Dispositivo per la ripresa e la resilienza per fronteggiare la crisi dovuta al COVID-19. Ogni Paese ha ricevuto le sovvenzioni, tenendo conto della popolazione, del Pil pro-capite e della disoccupazione. Questo significa che hanno ricevuto una maggiore dotazione di fondi i Paesi più colpiti dalla pandemia, quelli con un basso reddito pro-capite e un’alta disoccupazione. L’Italia è risultata la prima beneficiaria, ricevendo 191,5 miliardi di euro per il periodo 2021-2026, a cui si aggiungono ulteriori 30,6 miliardi di euro del Fondo nazionale complementare per raggiungere le priorità e gli obiettivi del PNRR.

Infine, il conflitto in Ucraina, potrebbe portare ad una crescente attenzione a questioni legate alla sicurezza alimentare e a quella energetica. In tale prospettiva, per il settore agricolo, gli Stati membri saranno chiamati a orientare i loro documenti di programmazione (e in particolare il proprio Piano Strategico della PAC) per sfruttare tutte le opportunità volte a rafforzare la resilienza del settore agricolo dell’UE, ridurne la dipendenza dai fertilizzanti sintetici e aumentare la produzione di energia rinnovabile senza compromettere la produzione alimentare e trasformarne la capacità produttiva in linea con metodi di produzione più sostenibili.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, il report “L’agricoltura non aggancia la ripresa ma può contare su misure straordinarie” esamina gli strumenti messi a disposizione del sistema agroalimentare per favorirne la ripresa:

La Legge di bilancio 2022 e le misure previste
Gli interventi per sostenere e rilanciare il settore agricolo Gli interventi finanziari previsti nella legge di bilancio – L. 234/2021 – prevedono uno stanziamento di circa 2 miliardi di euro e sono stati qui di seguito riclassificati in interventi per la gestione del rischio (compresa la difesa delle produzioni), interventi per lo sviluppo della filiera agroalimentare e della pesca, interventi a sostegno degli investimenti ed interventi non altrimenti classificabili. Vi sono poi le agevolazioni di tipo fiscale e tributario e quelle contributive e previdenziali e, infine, interventi di tipo intersettoriale che interessano anche il settore primario.

Tra le misure finanziarie di maggior peso, rientrano quelle previste per la gestione del rischio in agricoltura, al cui interno si annoverano:
– l’istituzione del fondo mutualistico nazionale per la copertura dei rischi catastrofali alle produzioni agricole;
– le assicurazioni agevolate.
A integrazione di questa misura si prevede anche la possibilità di mantenere, per un periodo massimo di 3 anni e a determinate condizioni, lo status di imprenditore agricolo.

Per quel che riguarda gli interventi relativi alla difesa delle produzioni agricole troviamo:

  • Insetto bostrico: istituzione di un Fondo finalizzato all’adozione di misure di carattere eccezionale finalizzate al contenimento dei danni causati dalla diffusione dell’insetto che attacca prevalentemente abeti e pini, ma può colpire anche alberi da frutto, come il melo e la vite;
  • Istituzione, presso il Ministero della Transizione Ecologica, di un Fondo per il controllo delle specie esotiche invasive;
  • Il fenomeno del batterio della Xylella fastidiosa ha fortemente colpito il settore olivicolo-oleario della Puglia e, in particolare, del Salento. Oltre le misure avviate già dal 2013, vengono finanziate le attività di ricerca svolte dal CNR finalizzate al contenimento della diffusione dell’organismo nocivo e introdotto il reimpianto di piante riconosciute come tolleranti o resistenti alla Xylella.
  • A tali interventi si aggiunge anche la tutela della qualità del sughero nazionale e monitoraggio del Coraebus undatus, attraverso trattamento termico.

Istituito, nello stato di previsione del MiPAAF, al fine di promuovere le colture di piante aromatiche e officinali biologiche sul territorio nazionale il Fondo per lo sviluppo delle colture di piante aromatiche e officinali biologiche. Infine, il Fondo per la valorizzazione internazionale dei patrimoni immateriali agro-alimentari ed agrosilvo-pastorali, destinato a sostenere le tradizioni e le pratiche agroalimentari ed agro-silvo-pastorali dichiarati dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità.

Tra gli interventi che ricevono una proroga dei finanziamenti, si segnalano:

  • Subentro giovani e donne in agricoltura, per favorire la nuova imprenditorialità ed il ricambio generazionale in agricoltura (d.lgs. 185/2000 – Titolo I – Capo III), mentre 5 Meuro sono destinati ad incrementare il Fondo Rotativo per lo sviluppo dell’imprenditorialità in agricoltura e ricambio generazionale nelle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione femminile;
  • I Distretti del cibo, il cui riconoscimento passa attraverso le Regioni e le Province autonome e si conclude con l’iscrizione in un apposito Registro nazionale, gestito dal MiPAAF. Il territorio che è riconosciuto come tale ottiene vantaggi in termini di sinergie e reti, con la possibilità di ottenere finanziamenti e acquisire un maggiore appeal anche in termini turistici.

I Distretti del Cibo presenti in Italia attualmente sono 106, e si caratterizzano per una forte concentrazione in un ristretto numero di realtà regionali. riconosciuto come tale ottiene vantaggi in termini di sinergie e reti, con la possibilità di ottenere finanziamenti e acquisire un maggiore appeal anche in termini turistici.

E’ prevista anche l’istituzione di un Fondo per lo Sviluppo delle montagne presso la Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, il quale serve a finanziare interventi di tutela e promozione delle risorse ambientali, tramite iniziative di tutela e valorizzazione delle potenzialità dell’habitat montano; interventi di carattere socioeconomico per le popolazioni che vivono nei territori coinvolti; attività di informazione e comunicazione sui temi della montagna ma anche interventi per lo sviluppo delle attività agro-silvo-pastorali, oltre a iniziative per ridurre il grave fenomeno dello spopolamento.

La legge di Bilancio prevede anche una serie di misure orizzontali, volte allo sviluppo delle imprese, di interesse anche per il settore agricolo e alimentare. In particolare:

Disposto il rinvio di un anno della sugar e della plastic tax.

Prorogata l’operatività dell’intervento straordinario del Fondo di Garanzia PMI per sostenere la liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica da COVID.

Rifinanziata la cosiddetta “Nuova Sabatini” viene con l’obiettivo di incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, sia ordinari che riconducibili alla categoria “tecnologia 4.0”.

Per favorire l’internazionalizzazione delle imprese, è stata aumentata la dotazione del Fondo rotativo a favore delle imprese italiane che operano sui mercati esteri e la dotazione del Fondo per la promozione integrata.

Prorogato il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali «transizione 4.0» e il credito d’imposta per investimenti in ricerca e sviluppo, in transizione ecologica, in innovazione tecnologica 4.0 e in altre attività innovative.

Prorogati e rimodulati anche i crediti d’imposta per: attività di ricerca e sviluppo, attività di innovazione tecnologica e di design e ideazione estetica, altre attività innovative per obiettivi di transizione ecologica o innovazione digitale 4.0. Infine, il Credito d’imposta Mezzogiorno per l’acquisto, anche tramite leasing, di beni (macchinari, impianti e attrezzature) strumentali all’attività d’impresa e parte del ciclo produttivo aziendale e destinati a strutture produttive ubicate nelle regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo).

PNRR e agricoltura

Nel predisporre il proprio PNRR, ogni Stato membro ha destinato le risorse a disposizione per riforme e investimenti, tenendo conto delle priorità unionali, delle raccomandazioni specifiche per Paese (i Countryspecific reccomandation), e anche dei cosiddetti ring-fencing per le transizioni gemelle (ossia l’obbligo di destinare alla transizione verde e digitale rispettivamente almeno il 37% e il 20% delle risorse), coerentemente con gli obiettivi della strategia del Green deal europeo (Commissione europea, 2019). Il PNRR italiano si sviluppa in sei Missioni, ossia aree tematiche strutturali di intervento, suddivise in Componenti, che rappresentano ambiti in cui aggregare progetti di investimento e riforme, volti a realizzare gli obiettivi definiti nella strategia del Paese. La quota più consistente di risorse è destinata alla Missione 2 – Rivoluzione verde e transizione ecologica (31%), seguita dalla Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione competitività, cultura e turismo (21%); la Missione 4 – Istruzione e ricerca riceve il 16%, mentre la Missione 3 – Infrastrutture per una mobilità sostenibile si attesta al 13%; la Missione 5 – Inclusione sociale beneficia del 10% delle risorse, infine la Missione 6 – Sanità ottiene l’8%.

Nel PNRR italiano, alla transizione verde è destinato il 37% delle risorse del PNRR, concentrate in particolare nella Missione 2 (con 46 milioni, pari a quasi l’80% della stessa) e nella Missione 3 (con 21 milioni, pari al oltre l’80% della stessa). La transizione digitale, invece, riceve risorse per circa il 23% della dotazione complessiva, in particolare attraverso la Missione 1 (con 28 milioni, pari al 70% della stessa) e la Missione 4 (con 7,5 milioni, pari al 30% della stessa).

Il PNRR finanzia progetti direttamente gestiti dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (Mipaaf) che contribuiscono alla crescita economica del settore primario, con conseguenti impatti sull’intero sistema economico nazionale. Il budget totale dei progetti dedicati al settore corrisponde a 4,88 miliardi euro, che vanno ad integrare le risorse per la PAC 2021-20275 . Di questi, 3,6 miliardi di euro sono risorse comunitarie a valere sul Dispositivo per la ripresa e la resilienza, mentre 1,2 miliardi di euro sono a valere sul Fondo complementare. In totale sono cinque gli interventi che fanno capo al Mipaaf, sebbene questi non esauriscano tutte le opportunità del Piano per il settore primario. Tali progetti rientrano nell’ambito della Missione 2- “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e in particolare nella M2C1 – “Economia circolare e agricoltura sostenibile” e nella M2C4 “Tutela del territorio e della risorsa idrica”. A questi si aggiungono altri interventi, di particolare rilevanza per il settore agricolo e le aree rurali, presentati congiuntamente con altre amministrazioni o direttamente supportati, si tratta in particolare: del progetto banda ultra-larga nelle aree a fallimento di mercato, potenziamento del monitoraggio satellitare per finalità ambientali e tutela del territorio, sviluppo del biometano, agri-voltaico.

Fondo complementare e misure per l’agroalimentare

Il Fondo complementare al PNRR ha incluso i contratti di filiera e di distretto come misura di sviluppo sostenibile del settore agroalimentare. L’intervento ha l’obiettivo di rafforzare lo strumento dei contratti di filiera e di distretto per i settori agroalimentare, forestale, della pesca e acquacoltura e florovivaistico, mediante programmi d’investimento integrati sull’intero territorio nazionale.

I beneficiari finali della misura sono le imprese che concorrono direttamente alla produzione, raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli (agroalimentari, ittici, forestali e florovivaistici) e le imprese che forniscono servizi e mezzi di produzione (di prima/seconda trasformazione). Le risorse pubbliche destinate a questo intervento ammontano a 1,2 miliardi di euro, di cui il 25% è destinato esclusivamente alle produzioni biologiche italiane. L’Amministrazione ha avviato l’attuazione della misura attraverso due procedure: 1) lo scorrimento della graduatoria dei progetti già presenti nell’ambito del IV Bando 2015-2020 “Contratti di filiera e di distretto” nel settore agroalimentare; 2) l’emanazione del V bando per il settore agroalimentare.

L’importo a valere sul fondo complementare è di 1,2 mld che saranno così ripartiti fino al 2026: 17% nel 2021, 25% sia nel 2022 che nel 2023, 22% nel 2024, 10% nel 2025 e 2% nel 2026.

Integrazione con il piano strategico della pac 2023-2027

La programmazione della Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 è attuata attraverso Piani strategici nazionali della PAC (PSP), che sviluppano una strategia complessiva di intervento per il settore agricolo e le aree rurali, usufruendo degli strumenti messi a disposizione dalla PAC: pagamenti diretti, interventi settoriali e politica di sviluppo rurale. L’obiettivo del PSP è la crescita del settore agroalimentare e forestale, assicurando la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Gli interventi del PSP, seguono una logica integrata che lavora in sinergia con il PNRR al fine di raggiungere gli obiettivi strategici unionali (definiti nei documenti Green deal, Farm to Fork, Biodiversità 2030 e nuova PAC), soddisfacendo i fabbisogni e le priorità settoriali e delle aree rurali, in linea con le raccomandazioni della Commissione. Infatti, il PNRR finanzia progetti che rappresentano tappe necessarie per migliorare la competitività e la sostenibilità del sistema agroalimentare, per favorire l’organizzazione delle filiere e per rafforzare le connessioni fra produttori e consumatori, contribuendo in modo rilevante a soddisfare esigenze e priorità individuate nella predisposizione del PSP italiano. Nella tabella seguente sono sintetizzati i principali interventi in cui i due Piani si integrano, tenendo conto, sia degli obiettivi specifici (OS), delle raccomandazioni CE e delle esigenze della PAC sia degli investimenti previsti nel PNRR.

Nuove misure per rispondere alla crisi in Ucraina

Il conflitto in Ucraina ha ripercussioni sulle attività aziendali del settore primario italiano, soprattutto relativamente all’aumento dei costi di produzione (carburanti, combustibili, fertilizzanti, sementi e piantine, prodotti fitosanitari, mangimi e noleggi passivi). La Russia rappresenta per il nostro Paese uno dei principali fornitori di greggio e gas che, a causa delle sanzioni, hanno subito un consistente aumento dei prezzi, con effetti sui mercati sia dei prodotti alimentari che dei mezzi tecnici impiegati in agricoltura.

Per la prima volta dopo molti anni si aggiungono criticità di approvvigionamento di alcuni input agricoli provenienti dalla zona centro orientale dell’Europa (cereali e semi oleosi). Il comparto zootecnico, soprattutto per quanto concerne l’alimentazione del bestiame, risulta quello che ha subito maggiori effetti dovuti alla situazione attuale rispetto al resto del settore agroalimentare. A fronte della grave situazione, la Commissione europea ha sottolineato la necessità di attuare pratiche agro-ecologiche, sviluppare l’agricoltura di precisione (che garantisce una diminuzione della dipendenza dall’importazione di fitofarmaci per mezzo della riduzione dell’uso degli stessi), potenziare la produzione di energie rinnovabili e ridurre l’import di materie prime relative al settore zootecnico. Inoltre, l’invasione dell’Ucraina ha reso necessaria l’adozione di una serie di misure eccezionali a livello unionale, destinate principalmente ai settori più colpiti dall’aumento dei costi di produzione, che per l’Italia sono il settore zootecnico e lattiero-caseario. Si tratta sia di misure di crisi sia di deroghe rispetto alle norme ordinarie. Nel primo caso, per contrastare le turbative del mercato, è stato proposto l’utilizzo dei fondi derivanti da entrate a destinazione specifica (assigned revenue) e una parte della riserva di crisi.

Con questo meccanismo saranno messi a disposizione degli Stati membri 500 milioni di euro, di cui circa 48 milioni di euro destinati al nostro Paese. Si tratta di fondi da utilizzare entro settembre 2022, a cui si potranno aggiungere fino a 96 milioni di euro di cofinanziamento nazionale, pari al +200%.

Relativamente alla Politica agricola comune (PAC), a partire da ottobre 2022 ogni Paese dell’Ue potrà erogare un livello più alto di anticipi (fino al 70% dell’importo spettante a ciascun beneficiario) nei pagamenti diretti e nelle misure a superficie dello sviluppo rurale, per sopperire alla crisi di liquidità delle aziende agricole.

Inoltre, il settore agricolo potrà beneficiare, nei limiti di 35 mila euro per azienda, del cosiddetto Temporary Framework, ovvero un quadro eccezionale e temporaneo che permette agli Stati membri di adottare misure di intervento in deroga alla disciplina ordinaria sugli aiuti di Stato. L’Italia con la legge di bilancio 2022 ha previsto misure che sostengono alcune colture, attraverso il rifinanziamento del Fondo per la competitività che prevede uno specifico sostegno per i produttori di mais e di proteine vegetali (legumi e soia). Potranno essere utilizzate anche le risorse del Fondo filiere, istituito per sostenere i comparti produttivi agricoli, della pesca e dell’acquacoltura.

Con il disegno di legge n. 2564 del 2022  viene riconosciuta alle imprese agricole e della pesca una parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto di gasolio e benzina per la trazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività, un contributo straordinario sotto forma di credito d’imposta pari al 20% della spesa per l’acquisto del carburante effettuato nel primo trimestre solare dell’anno 2022. La situazione contingente impone da un lato la necessità di attuare una serie di interventi di emergenza per sostenere la liquidità e ridurre i costi delle aziende e dall’altro di accelerare la realizzazione del PNRR per garantire la diversificazione energetica delle imprese e rafforzare l’efficienza delle filiere.

Il PNRR, nato con l’obiettivo di supportare gli Stati membri ad uscire dalla crisi pandemica mondiale, rappresenta una valida opportunità anche per superare gli effetti socio-economici determinati dalla guerra. Gli investimenti in via di realizzazione si integrano perfettamente non solo con gli obiettivi della strategia Green Deal e Farm to fork, ma sono più che mai attuali e rispondenti alle finalità dell’Unione per sostenere il settore agricolo nazionale. L’investimento Parco Agrisolare che prevede l’installazione di pannelli fotovoltaici è, infatti, finalizzato proprio a ridurre gli alti consumi energetici del settore agroalimentare riqualificando le strutture produttive; l’innovazione e la meccanizzazione nel settore agricolo e alimentare permettono alle imprese di ridurre l’uso di pesticidi, di utilizzare mezzi meno inquinanti, di produrre meno rifiuti e riutilizzare gli scarti a fini energetici secondo un’ottica di economia circolare.

Fonte: Crea, Istat