Ruminantia Mese è lo speciale di Ruminantia dedicato ad articoli di approfondimento relativi all’allevamento dei ruminanti. Si tratta di una sorta di rivista nella rivista in cui, con una cadenza mensile, sono pubblicati articoli di carattere tecnico-scientifico scritti da esperti del settore. Gli articoli sono suddivisi in sei sezioni: editoriale, genetica, sanità, ambiente e management, nutrizione ed economia.
Con questa raccolta, andremo a scoprire quali sono stati gli argomenti trattati nella sezione Nutrizione nel corso del 2015.
Perchè a volte gli insilati sono poco o per niente appetibili? – Dicembre 2015
A volte succede che si apre un nuovo insilato, sia esso in balloni o in trincea, ed esso risulta essere poco appetibile o addirittura viene rifiutato dalle bovine. Ci si accorge però di questa anomalia solo quando si prova l’appetibilità di questi prodotti somministrandoli da soli, ossia non mescolati nella razione, ad animali mai completamente sazi come le manze e le vacche in asciutta. Ad onor del vero questa dovrebbe essere un’abitudine in allevamento perché l’alta ingestione nelle bovine, specialmente se fresche, è più importante della concentrazione energetica della dieta. Proprio perché ruminanti. Le bovine possono annusarli e non mangiarli oppure fare un primo “boccone” e poi non mangiarli più. Se non si è attenti su questo aspetto potrebbe succedere che il loro inserimento in una dieta unifeed riduca l’ingestione, anche non significativamente, e ciò comporterebbe riduzioni della produzione, dimagrimenti e problemi di fertilità… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Corpora non agunt nisi fixata – Novembre 2015
Corpora non agunt nisi fixata è la frase che sintetizza il pensiero e l’intuizione di Paul Ehrlich che definisce, in modo chiaro e preciso, il concetto di “Recettore”, pietra miliare della farmacologia molecolare. Il termine recettore si riferisce a macromolecole (proteine) in grado di “captare” un segnale chimico, trasdurlo e indurre una variazione cellulare, tissutale o di organo. In pratica, indica il bersaglio molecolare degli ormoni e dei farmaci, con riferimento ad azioni “specifiche” degli stessi… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Il cotone nell’alimentazione della vacca da latte – Ottobre 2015
Sono ormai moltissimi anni che il seme di cotone è entrato tra i concentrati quasi indispensabili per la bovina in lattazione, a meno che non ci siano precisi divieti d’impiego come per la produzione del Parmigiano Reggiano. Questo consorzio di tutela ne vieta espressamente l’utilizzo per possibili rischi nella qualità del formaggio e nelle sue caratteristiche merceologiche come sapore, odore e colore anche se oleaginose come la soia integrale sono comunque ammesse. In questi lunghi anni il cotone è stato utilizzato con motivazioni che vanno dalla sua presunta capacità di aumentare il grasso del latte, al solo rappresentare una buona fonte complementare d’energia, proteina, fibra e grasso agli altri concentrati presenti in razione… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Un’alternativa innovativa per un allevamento sostenibile: Pascolamento razionale Voisin – Settembre 2015
In Italia l’allevamento zootecnico è in grave crisi. Le cause possono essere ricercate principalmente negli alti costi di produzione e nei bassi prezzi dei prodotti. La cruda realtà ci dice che le varie misure adottate per tutelare il settore zootecnico non saranno sufficienti da sole a rendere gli allevamenti economicamente sostenibili, fino a quando non saremo in grado di trovare delle alternative che consentano di abbattere i costi di produzione e di migliorare i prezzi dei prodotti attraverso l’aumento della qualità degli stessi… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Il Glicerolo nell’alimentazione della vacca da latte – Agosto 2015
La produzione mondiale di biodiesel è in crescita. Se ne prevede per il 2019 la disponibilità di 41 bilioni di litri. Questo combustibile alternativo al petrolio viene prodotto principalmente dall’olio di soia, colza e girasole ma è possibile ottenerlo anche da oli da scarto delle friggitorie e grassi animali. Si tratta di una reazione chimica di transesterificazione con alcool metilico (principalmente) o etilico in presenza di un catalizzatori come l’idrossido di sodio e l’idrossido di potassio. Se si parte dall’olio di soia viene utilizzata un’uguale quantità di alcool . Da questa reazione chimica si produce biodiesel e glicerolo. Il biodiesel viene separato per gravità o per centrifugazione… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
La nutrizione clinica nella vacca da latte – Luglio 2015
La nutrizione è la scienza che studia i rapporti esistenti tra i principi nutritivi, o nutrienti, e i fabbisogni metabolici di un organismo vivente. Questi fabbisogni vengono suddivisi negli animali da reddito, come la vacca da latte, in quelli per il mantenimento, la crescita, la produzione, la riproduzione ed il mantenimento delle riserve corporee. Il criterio che la bovina seguirà nel ripartire i nutrienti ingeriti dipenderà molto dal suo potenziale genetico, o meglio dal tipo e dall’intensità della selezione genetica a cui è stata sottoposta… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Linee guida per la nutrizione estiva della vacca da latte – Giugno 2015
Lo scorso 5 Giugno a Piacenza, nel corso della Giornata Buiatrica organizzata dalla SIB sugli effetti del caldo nella vacca da latte, i docenti Umberto Bernabucci, Alessia Tondo, Nicola Lacetera, David Wolfenson e Luigi Calamari hanno approfondito il tema di come il clima caldo altera il metabolismo della bovina con effetti negativi sulla produzione, sulla fertilità e la salute. Tutto questo sia sulle vacche in lattazione che in asciutta. La gestione dell’ambiente, intesa come raffrescamento diretto e indiretto, e l’eliminazione dell’esposizione solare diretta sono misure indispensabili per evitare lo stress da caldo… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
La gestione agronomica nel controllo di alcuni parametri qualitativi dei foraggi per l’allevamento della vacca da latte – Maggio 2015
La qualità del foraggio può essere definita come la capacità di determinare soddisfacenti livelli di prestazioni produttive degli animali in termini quantitativi e qualitativi. In particolare nelle vacche da latte l’alimentazione con foraggi di elevata qualità associata a un minore uso di concentrati migliora favorevolmente la produzione quanti-qualitativa del latte. Ciò è determinato dalla correlazione positiva tra le caratteristiche dell’alimento ingerito dall’animale e quelle del latte prodotto. Pertanto la disponibilità di foraggi di buona qualità rappresenta un fattore fondamentale per ottimizzare la gestione alimentare e l’economicità dell’impresa zootecnica. La qualità del foraggio, definita dalla sua composizione nutritiva, dipende dalle caratteristiche della specie coltivata, dalle tecniche agronomiche adottate in campo e dai metodi di raccolta, dalle tecniche di conservazione e stoccaggio… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Ascoltare le vacche – Aprile 2015
Da ormai troppo tempo sento dare tutti i meriti e demeriti alla “ razione alimentare” nel raggiungimento dei vari obiettivi che le aziende si pongono; come se la fertilità, il latte, le mastiti, i piedi, il reddito ecc…. fossero figlie soprattutto o solo di una razione alimentare scritta più o meno bene. E’ consuetudine, tutte le volte che c’è un problema, chiamare l’alimentarista, il quale, dopo aver fatto qualche domanda al proprietario, dopo aver fatto un giro veloce a vedere le vacche, scrive una nuova razione inserendo magari un nuovo additivo; l’obiettivo è rispondere alla preoccupazione del titolare. Poi si parla dell’ultima partita di calcio, i problemi diventano più leggeri per motivi inspiegabili dopo due giorni e…… arrivederci al mese prossimo… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
L’alimentazione delle bovine condiziona le caratteristiche organolettiche del latte – Marzo 2015
La qualità del latte destinato al consumo diretto è da sempre oggetto di attenzione per il suo apporto di sostanze nutritive quali le proteine, i lipidi, i minerali e le vitamine mentre, l’interesse per la componente organolettica è passato spesso inosservato se non in concomitanza di fattori che ne hanno provocato gravi anomalie con comparsa di aromi sgradevoli (off- flavors). Da alcuni anni a questa parte numerosi ricercatori stanno cercando di individuare nel latte anche la presenza di quelle sostanze che conferiscono al medesimo un particolare aroma che lo rende più gradevole al consumatore… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Current and Potential Applications for Hematologic Variables in Dairy Herd Metabolic and Nutritional Monitoring – Febbraio 2015
The concept of blood analysis for herd-level interpretation, frequently referred to as metabolic profiling, in dairy herds appears to have taken hold about the time that automatic serum chemistry analyzers became available in the early 1970s. The hope was that large numbers of blood samples could be analyzed quickly and economically and that detailed information relative to metabolic and nutritional status of the cows could be practically available. The concept is appealing because metabolic disease remains a major health challenge in dairy herds. Interest in the technique, however, has waxed and waned over the years because of many questions about its diagnostic value relative to its cost… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
Biologico: Conviene? Quali opportunità – Gennaio
“La produzione biologica è un sistema globale di gestione dell’azienda agricola e di produzione agroalimentare basato sull’interazione tra le migliori pratiche ambientali, un alto livello di biodiversità, la salvaguardia delle risorse naturali, l’applicazione di criteri rigorosi in materia di benessere degli animali e una produzione confacente alle preferenze di taluni consumatori per prodotti ottenuti con sostanze e procedimenti naturali. Il metodo di produzione biologico esplica pertanto una duplice funzione sociale, provvedendo da un lato a un mercato specifico che risponde alla domanda di prodotti biologici dei consumatori e, dall’altro, fornendo beni pubblici che contribuiscono alla tutela dell’ambiente, al benessere degli animali e allo sviluppo rurale.”
Così il primo dei “considerando” del REGOLAMENTO (CE) N. 834/2007 DEL CONSIGLIO del 28 giugno 2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!
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