Ieri si è svolto Open Forum del G20 sull’Agricoltura Sostenibile presso il Teatro della Pergola a Firenze. Ha aperto i battenti il Ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli: “L’Open Forum del G20 sull’Agricoltura Sostenibile vuole rappresentare una finestra “aperta” dei Paesi G20 verso i Paesi non G20, le Organizzazioni internazionali, le Associazioni degli agricoltori, la Comunità scientifica, le imprenditrici e gli imprenditori agricoli, tratteremo insieme il grande tema della sostenibilità in agricoltura, affrontandola nei suoi tre aspetti fondamentali: quella economica, sociale e ambientale, temi sempre più sentiti e rilevanti per il futuro del nostro Pianeta”.
Di seguito riportiamo i pareri dei rappresentanti delle parti sociali agricole intervenuti nella sessione dedicata alla sostenibilità ambientale.
Il Presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti ha dichiarato: “Gli eventi climatici eccezionali, sempre più ricorrenti, provocano perdite di produzione, di reddito e gravi danni alle strutture. Il nostro settore deve quindi fare per intero la propria parte per la neutralità climatica che l’Unione europea intende raggiungere entro il 2050”.
“Secondo i dati contenuti nel Piano per la transizione ecologica varato dal governo, le emissioni annuali di CO2 dell’agricoltura italiana ammontano a 30 milioni di tonnellate, circa il 7% sul totale nazionale. E l’assorbimento da parte delle foreste attraverso la fotosintesi si attesta a 40 milioni di tonnellate. Vale a dire il 10% delle emissioni complessive di gas ad effetto serra. Dal canto suo, le emissioni dell’Unione europea incidono per meno del 10% sul totale mondiale” – continua – “Questi dati dimostrano che la sostenibilità ambientale è una sfida di portata globale”
Per vincere questa sfida, ad avviso di Confagricoltura sono necessari investimenti pubblici e privati, innovazioni tecnologiche, energie rinnovabili, stretta cooperazione tra ricerca scientifica e mondo produttivo, formazione. Infatti, Confagricoltura presenta in tale occasione uno spazio espositivo allestito in questi giorni, alcuni esempi di buone pratiche innovative per l’agricoltura, illustrandone applicazioni e benefici. Nello stand di Confagricoltura oggi hanno fatto visita il commissario europeo all’agricoltura Janusz Wojciechowski; il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, Filippo Gallinella; la deputata Chiara Gagnarli; il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e il sindaco di Firenze, Dario Nardella.
Il Presidente di Cia-Agricoltori Italiani, Dino Scanavino ha dichiarato: “L’accesso al cibo è un diritto di tutti, eppure 800 milioni di persone nel mondo ancora soffrono la fame. Per questo l’agricoltura oggi deve essere considerata davvero un bene comune, tanto più dopo la grande prova dimostrata in pandemia: solo con la promozione e la crescita di sistemi agricoli sostenibili e innovativi si può garantire la sicurezza alimentare globale, ridurre la povertà, difendere l’ambiente e la biodiversità, assicurare un reddito e, quindi, condizioni di vita più eque dal punto di vista economico e sociale” – continua – “Ai ministri del G20 chiediamo di aumentare l’accesso al credito, soprattutto ai piccoli agricoltori; garantire l’accesso alla terra e fermare il consumo di suolo; investire in ricerca e nuove tecnologie, dalle tecniche di miglioramento genetico all’agricoltura di precisione; lavorare sulla formazione e sul trasferimento delle conoscenze; ridurre gli sprechi nelle filiere favorendo la prevenzione e incrementando il recupero delle eccedenze di cibo; assicurare mercati aperti con regole commerciali chiare; valorizzare le produzioni di qualità e i territori; promuovere le diete tradizionali, come quella mediterranea, contro modalità fuorvianti di etichettatura che vogliono condizionare invece di informare”
Per il presidente di Cia, tutto passa comunque dalla centralità degli agricoltori e delle aree rurali: “Per questo motivo bisogna rafforzare il capitale umano dei giovani, il nostro patrimonio più grande per un futuro sostenibile, e continuare a lavorare per la crescita delle aree interne, puntando su infrastrutture e servizi”. Con ASeS, la Ong di Cia, e Agricoltura è Vita, ha precisato Verrascina “portiamo avanti già da anni progetti per lo sviluppo agricolo in Africa, finalizzati alla formazione, alla conoscenza delle buone pratiche e alla divulgazione delle innovazioni, al sostegno alle famiglie agricole locali. Dimostrando che un modello alternativo è possibile: coltivare la terra per alimentare la speranza”.
Il Presidente di Copagri, Franco Verrascina ha affermato: “L’agricoltura sostenibile dovrà basarsi su un approccio olistico nel quale le componenti ambientale, economica e sociale andranno di pari passo, così da garantire uno sviluppo armonico e strutturato” – continua Verrascina – “In un territorio dalla forte vocazione e tradizione agricola, come quello italiano, abbiamo già numerosi esempi di applicazioni pratiche di agricoltura sostenibile, che ci fanno guardare al futuro con fiducia; i produttori agricoli sono da tempo impegnati in prima linea per assicurare il raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di sostenibilità, ma chiedono che il peso economico di questo imprescindibile traguardo non vada a ricadere unicamente sulle loro spalle, già gravate da problematiche ataviche e dalle ricadute economiche della pandemia”.
Un esempio concreto di sostenibilità ambientale applicata all’agricoltura è arrivato dalla testimonianza di Yuri Maggi, un giovane imprenditore associato alla Copagri che gestisce l’azienda agricola di famiglia, un’impresa biologica a conduzione familiare che ha intrapreso con decisione la strada del rispetto dell’ambiente e dell’innovazione, pur nel rispetto della tradizione. “Operiamo nel maceratese dagli anni Sessanta e da tempo abbiamo puntato fortemente sull’innovazione e sulla sostenibilità ambientale, che siamo fermamente convinti rappresenti il futuro del primario; l’azienda agricola Maggi e Vecchioni, infatti, è completamente autosufficiente su tutte le lavorazioni, rappresentando in tal modo un vero e proprio esempio di ciclo chiuso” – spiega Yuri – “Ci siamo concentrati sul rispetto del benessere animale e sulla coltivazione naturale di tutto ciò che i nostri animali richiedono; questo processo ci ha portato alla creazione di un sistema basato sull’autoproduzione dei mangimi animali e dell’energia utilizzata per le lavorazioni, che deriva dall’utilizzo di una pala eolica, che abbiamo acquistato grazie al PSR e installato nei nostri terreni”.
Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti ha illustrato le priorità e le sfide da affrontare a livello europeo per il settore agricolo e Coldiretti farà la sua parte accanto agli agricoltori: “ricerca e sperimentazione su NBT per produrre in modo più sostenibile, ridurre gli sprechi: il 40% del cibo prodotto non arriva ai consumatori, contrastare il consumo di suolo (persi 93 mln di ettari a livello mondiale in una generazione), tutelare la biodiversità puntando su agricolture distintive come quella italiana, contrastare la contraffazione alimentare e riconoscere il giusto valore economico agli agricoltori italiani e di tutto il mondo”.
Guarda il video del discorso conclusivo del Ministro Patuanelli.
Fonti: Confagricoltura, Cia, Coldiretti, Copagri.




























































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