La Commissione europea ha pubblicato oggi la pagina che riporta le valutazioni dei Piani Stategici della PAC 2023-2027 presentati da 19 Stati membri dell’UE, inclusa quella relativa al piano italiano. Il documento pubblicato dalla Commissione individua una serie di questioni che richiedono ulteriori chiarimenti e adattamenti, osservazioni di cui l’Italia dovrà tenere conto nel revisionare la sua proposta.
Il Mipaaf aveva inviato all’UE il Piano Strategico per la Pac (Psp) il 31 dicembre 2021, come previsto dal Reg. 2021/2115. La Commissione ha in seguito provveduto, il 31 marzo 2022, a fornire le sue osservazioni sul Piano strategico della Pac 2023-2027 italiano, giudicandolo insufficiente e incompleto nella sua forma attuale.
A seguito di questo parere, il Ministero ha convocato il 19 aprile il Tavolo di Partenariato nazionale sull’attuazione sulla PAC per il periodo 2023 – 2027, con l’obiettivo di finalizzare i lavori volti alla definizione del nuovo Piano strategico che dovrà essere trasmesso ripresentato alla Commissione UE entro fine luglio.
Durante l’incontro sono state analizzate le principali osservazioni che la Commissione europea ha trasmesso al MiPAAF lo scorso 31 marzo 2022 ed è stato stabilito un cronoprogramma dei lavori.
Le osservazioni della Commissione sul piano strategico italiano
Come si legge nel documento: “Il piano, nella sua forma attuale, non è sufficiente.” La Commissione osserva infatti che numerosi elementi del piano, descritti nelle sezioni successive, sono mancanti, incompleti o incoerenti, “non è pertanto possibile effettuare una valutazione approfondita della coerenza tra l’analisi SWOT, le esigenze individuate e la strategia, né dell’ambizione e dell’accettabilità del piano. In particolare, in assenza di target finali quantificati per gli indicatori di risultato, non è possibile valutare l’adeguatezza e il livello di ambizione della logica di intervento proposta per ciascun obiettivo specifico.“
Nella sua valutazione la Commissione ha infatti sottolineato la necessità che i target finali fissati per gli indicatori di risultato, strumenti chiave per monitorare i progressi, siano precisi e tengano conto di tutti gli interventi, e di definire un livello di ambizione adeguato in linea con le esigenze individuate.
Analogamente, le incoerenze nelle informazioni finanziarie (descrizione degli interventi e tabelle finanziarie) rendono particolarmente difficile valutare il rispetto dei massimali e delle dotazioni.
La Commissione invita quindi l’Italia a compilare adeguatamente tutte le sezioni e gli elementi del piano vuoti o incompleti.
Il documento poi procede valutando nel dettaglio tutte le azioni proposte nel piano.
La Commissione prende atto della decisione dell’Italia di trasferire il 2,8 % dei fondi per i pagamenti diretti allo sviluppo rurale e accoglie con favore gli sforzi tesi ad armonizzare gli interventi in tale ambito proponendo solo interventi nazionali, la maggior parte dei quali sarà attuata dalle regioni italiane tenendo conto delle specificità territoriali. In diversi casi, tuttavia, il piano indica che gli elementi regionali relativi a tali interventi (comprese le condizioni di ammissibilità e gli impegni) saranno definiti dalle regioni, senza descrivere tali elementi. L’Italia è invitata a fornire tali informazioni.
L’Italia è invitata a rivedere la strategia per garantire una distribuzione più equa e mirata dei pagamenti diretti. Le scelte per la convergenza interna e la ridistribuzione sono limitate al minimo richiesto dal regolamento (UE) 2021/2115 (regolamento sui piani strategici – RPS), mentre il limite massimo e la riduzione dei pagamenti diretti non sono applicati e il valore massimo dei diritti all’aiuto appare relativamente elevato. In combinazione con i pagamenti accoppiati disseminati in molti settori, ciò desta preoccupazione con riguardo all’efficacia della strategia volta a migliorare la distribuzione ed il targeting dei pagamenti diretti.
Tenuto conto dell’obiettivo di garantire un’agricoltura resiliente e la sostenibilità economica del settore, la Commissione accoglie con favore l’approccio dell’Italia alla gestione del rischio, che fornisce un’ulteriore rete di sicurezza al sostegno di base della PAC, e gli sforzi profusi per affrontare la dipendenza dalle importazioni in alcuni settori, come le colture proteiche. In considerazione della guerra della Russia contro l’Ucraina, esorta l’Italia ad adottare ulteriori misure per ridurre l’uso degli input stimolando l’agricoltura di precisione, l’efficienza energetica e la transizione dalla fertilizzazione minerale a quella organica. Tali azioni apportano il triplice vantaggio di mantenere la capacità produttiva, ridurre i costi e migliorare l’impatto ambientale e climatico dell’agricoltura.
La Commissione invita inoltre l’Italia a spiegare nella logica di intervento in che modo le organizzazioni di produttori e le cooperative saranno rafforzate e sviluppate nelle regioni e nei settori in cui la concentrazione dell’offerta è ancora limitata, con l’obiettivo di migliorare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare.
In materia di tutela dell’ambiente e clima, nel documento si legge: “Sulla base del contenuto parziale disponibile, è improbabile che il piano proposto possa contribuire in modo sufficiente ed efficace a questo obiettivo generale, in particolare per quanto riguarda l’acqua, l’aria, i nutrienti e la biodiversità nei terreni agricoli e nelle foreste, nonché la riduzione delle emissioni e il sequestro del carbonio. Significativi miglioramenti sono necessari.“
La Commissione incoraggia caldamente l’Italia a beneficiare appieno delle possibilità offerte dagli interventi della PAC, utilizzandoli per aumentare la produzione interna sostenibile e l’uso di energie rinnovabili, compreso il biogas, migliorando nel contempo la resilienza economica delle aziende agricole. La Commissione chiede inoltre all’Italia di sostenere interventi volti a migliorare l’efficienza nell’uso dei nutrienti, approcci circolari all’uso dei nutrienti, compresa la fertilizzazione organica, nonché ulteriori misure per ridurre il consumo energetico.
Per quanto riguarda il ricambio generazionale, la parità di genere e il benessere degli animali, secondo la valutazione della Commissione ci sono ancora margini di miglioramento.
In particolare, gli interventi proposti in materia di benessere degli animali nell’ambito degli ecoschemi e dello sviluppo rurale dovrebbero essere descritti più precisamente e migliorati grazie a un chiaro targeting sulle specie oggetto di allevamento intensivo. In particolare, il piano dovrebbe affrontare le pratiche di mozzamento della coda nel settore dei suini (vietate dalla normativa dell’UE, salvo in circostanze eccezionali) e incoraggiare sistemi di stabulazione non confinati per galline ovaiole, vitelli e scrofe.
L’Italia è invitata a rafforzare la strategia di semplificazione e a descrivere in particolare in che modo gli oneri amministrativi per i beneficiari, in particolare per i piccoli agricoltori, saranno ridotti, anche per quanto riguarda la possibilità per tutti i potenziali beneficiari di presentare autonomamente le domande di sostegno da parte della PAC, senza dover ricorrere a servizi esterni a pagamento.
Per quanto riguarda l’obiettivo di produzione biologica, la Commissione accoglie con favore l’ambizione di raggiungere il 25 % della superficie agricola italiana destinata all’agricoltura biologica nel 2027, ma invita l’Italia a chiarire in che modo le azioni proposte contribuiranno efficacemente all’ambizione prevista.
La Commissione osserva che negli ultimi anni l’Italia ha mostrato una costante tendenza al ribasso nell’uso degli antimicrobici e che il piano d’azione nazionale (PAN) italiano fissa obiettivi di riduzione degli antimicrobici (che sono già stati raggiunti). Oltre alle azioni credibili contemplate nel PAN, la Commissione si attende che l’Italia fissi un obiettivo di riduzione ulteriore dell’uso di antimicrobici in diverse specie di allevamento con il sostegno della PAC.
La Commissione osserva che il piano non include il sostegno della PAC per raggiungere la piena copertura della banda larga nelle zone rurali e chiede ulteriori informazioni su altri strumenti e strategie utilizzati per conseguire l’obiettivo in materia di connettività.
Per valutare l’efficacia delle misure per la riduzione della perdita di nutrienti e l’uso di pesticidi, la Commissione chiede all’Italia di quantificare i risultati che intende conseguire con il sostegno della PAC e rafforzare i pertinenti interventi pianificati, garantendo nel contempo la complementarità.
Il documento integrale, che include anche le osservazioni dettagliate sugli ecoschemi, pubblicato dalla Commissione europea è disponibile qui:




























































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