Ieri, 14 luglio si è tenuto un webinar per la presentazione di una ricerca ad opera di Qualivita, dal titolo “DOP e IGP valore trasformati”, sui prodotti trasformati valorizzati dall’utilizzo di un ingrediente a indicazione di origine. Hanno preso parola i Presidenti della Fondazione Qualivita e di OriGin per introdurre il tema: dopo aver mostrato una serie di dati ottenuti dagli esiti della ricerca si sono presentati e hanno mostrato i vari marchi di prodotti trasformati che si sono serviti delle certificazioni per ampliare e migliorare la propria offerta, elevando il proprio prodotto.
La discussione è stata aperta dal Sottosegretario Centinaio, il quale ha evidenziato con fierezza l’importanza delle DOP e delle IGP per il Made in Italy, soprattutto per la rappresentazione dell’Italia all’estero.
Ha poi preso la parola Cesare Baldrighi, il Presidente di OriGin Italia, ricordando il ruolo strategico dei Consorzi di Tutela nelle filiere agroalimentari, e la necessità di normative adeguate per i prodotti trasformati che tengano conto del nuovo assetto del mercato.
Cesare Mazzetti, poi, Presidente della Fondazione Qualivita ha spiegato il lavoro sinergico che si può attuare tra i prodotti trasformati e i prodotti certificati, in quanto i primi utilizzando alimenti IG guadagnano reputazione e credito, mentre i prodotti IG ottengono maggior visibilità dall’essere presenti sulle etichette di più prodotti trasformati.
I dati della ricerca
Dopo le necessarie spiegazioni e presentazioni, Mauro Rosati, Direttore di Qualivita ha mostrato i dati della ricerca condotta, che si è articolata in due parti: una prima parte di interviste agli esperti e ai diretti interessati delle filiere alimentari, in cui si è evidenziata la necessità sempre crescente di una progettualità seria, di strategie, di risorse e soprattutto di maggior rilievo alla comunicazione; una seconda parte invece di raccolta di dati, molto significativi sia per l’impatto dei prodotti trasformati sul fatturato, sia sull’evidente valorizzazione conferita da DOP e IGP.
Per citare solo alcuni dei dati mostrati, parzialmente visionabili nelle grafiche sottostanti, all’interno del settore dei prodotti IG il 68% si può definire attivo, ovvero ha concesso il suo utilizzo come ingrediente in prodotti trasformati. Nel caso del cibo gli ingredienti certificati più utilizzati sono quelli presenti nei primi piatti. Si parla di 13.000 autorizzazioni rilasciate dal 2000 ad oggi, nel 2020 ne sono attestate 4.600, con un valore della produzione di DOP e IGP destinato alla trasformazione pari a 260 milioni di euro.
Uno dei grandi difetti di questo enorme e fruttuoso sistema è il piano normativo. L’Italia, in Europa, detiene il primato per la regolamentazione, essendo l’unico paese a possedere un meccanismo di autorizzazione per conferire maggior tutela ai Consorzi.
Dal 2008 è emersa in Europa la necessità di regolamentare le DOP e IGP come ingrediente: si è iniziato con il Libro Verde, che garantiva delle protezioni per gli ingredienti delle IG; poi si è passati alle Linee Guida CE del 2010, i cui criteri non erano però vincolanti. L’Italia, al contrario, prevede un Decreto Legislativo, un Testo Unico, e due circolari del Mipaaf. Questa mancanza di regolamentazione in Europa non fa altro che aumentare usi illeciti dei prodotti italiani, intensificando l’Italian sounding e tutte le problematiche connesse.
Infine Chiara Fisichella, Ricercatrice presso l’Università Lingue e Comunicazione IULM, ha posto l’accento su un altro nodo centrale: quello della comunicazione e del marketing. Ha sottolineato quanto sia necessario per le aziende alimentari un nuovo linguaggio per comunicare queste eccellenze trasformate. Mancano in Italia delle strategie e la progettualità nei Consorzi e in tutta la filiera. Questo gap deve essere sanato per poter diventare competitivi attraverso personale competente nel marketing e risorse. Si deve possedere una capacità di forte comunicazione su tre livelli: comunicazione corporate, ovvero quella istituzionale, la comunicazione marketing, quella realizzata verso il consumatore e la comunicazione interna, quella di filiera.
Progetti delle aziende
Dopo questa introduzione e presentazione della ricerca, hanno esposto i loro recenti ed efficaci progetti alcuni dei marchi italiani più prestigiosi all’interno della filiera agroalimentare.
Il primo è stato Sammontana, il cui portavoce Guido Calò Direttore Ricerca e Sviluppo e Qualità, ha mostrato il nuovo cono 5 stelle con cioccolato di Modica IGP. La Sammontana cerca da sempre di mantenere un legame con il territorio e la nazionalità, già a partire dal nome, ovvero Sammontana – Gelati all’Italiana, il cui termine gelato è già indicatore di un prodotto ben definito, differente dall’ice cream, ed è un altro di quei termini molto abusati all’estero. Il cioccolato di Modica IGP è un’eccellenza italiana basata su artigianalità e passione. Il cono avrà tre consistenze di cioccolato: in crema, variegato e in forma solida delle palline sovrastanti.
Oltre il cono con cioccolato di Modica è stato presentato anche un nuovo gusto che verrà utilizzato per vaschette e coni chiamato Aria Toscana, per celebrare il 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri, che sarà realizzato con i cantuccini IGP e il Vin Santo DOC.
È intervenuto poi Federico Marotta, Direttore Qualità e Regulatory Gruppo Rana, che ha parlato della nascita e della lunga storia del Gruppo Rana, attualmente presente in 66 paesi. L’azienda Rana nasce da subito con l’intento di portare un prodotto artigianale e caratteristico della cultura italiana in quelle case che per mancanza sempre maggiore di tempo non potevano più permettersi di gustare il piatto fatto in casa. Il Dott. Marotta ha presentato la linea Duetto, la pasta realizzata in due colori differenti e con due ripieni differenti, per un connubio unico. In particolare, ha parlato del Duetto con Gorgonzola DOP e noci, apprezzato da famiglie e giovani.
Per la Findus, ha esposto il prodotto Gloria Lombardi, Marketing Manager di Findus Italia. Ha presentato il Minestrone con ingredienti DOP e IGP, come la patata del Fucino IGP, la cipolla di Tropea Calabria IGP e il basilico Genovese DOP. Il minestrone è cambiato nel tempo, passando dalla nuova ricetta con gli ingredienti IG del 2017, all’offerta del medesimo con 100% di prodotti italiani, fino al 2021 in cui si presenta con un packaging totalmente sostenibile. La forte campagna di Marketing e i prodotti utilizzati hanno reso questo prodotto molto amato dagli italiani; infatti, i dati attestano che il 60% dei consumatori italiani ha acquistato almeno un prodotto Findus nel 2020.
È stato poi il turno di Mc Donald’s, il cui portavoce, Tommaso Valle, Direttore delle Relazioni Istituzionali, ha mostrato la linea MySelection realizzata dal fast food più famoso al mondo proprio per valorizzare le DOP e le IGP. Tra i Consorzi che hanno partecipato alla realizzazione di questi panini, il cui volto per il marketing è rappresentato da Joe Bastianich, il Parmigiano Reggiano è entrato a pieno regime nel menù, non solo come ingrediente di un panino ma sotto forma di snack. La collaborazione tra Mc Donald’s e i prodotti DOP e IGP va avanti dal 2008, da quella data il fast food ha venduto 60 milioni di panini con un ingrediente a indicazione geografica.
Infine una bevanda: la Fanta presentata da Cristina Camilli, Direttrice Relazioni Istituzionali, Comunicazione e Sostenibilità Coca-Cola Italia. La Fanta ha origini italiane, precisamente partenopee, ed è caratterizzata da sempre dall’utilizzo di succo di arancia unicamente italiano. L’ultimo lancio effettuato ha mostrato due bevande entrambe con ingredienti a indicazione geografica, ovvero la Fanta con Arance Rosse di Sicilia IGP e quella con Limone di Siracusa IGP. La Coca-cola, di cui Fanta fa parte, si è dedicata anche in passato al supporto della filiera agrumicola siciliana, e ha continuato a farlo valorizzando due agrumi straordinari del nostro territorio.
Il webinar si è chiuso con la presentazione del Panettone con Parmigiano Reggiano e pere ad opera del Mastro pasticcere Attilio Servi, il quale ha rimarcato l’essenziale necessità di promuovere i nostri prodotti d’eccellenza in quanto unici e inimitabili. Raccontando la sua storia ha mostrato quanto sia importante abbinare i giusti ingredienti e quanto sia semplice quando si hanno prodotti di qualità.
A esporre le conclusioni è stato infine il Sottosegretario Centinaio, il quale si è focalizzato sull’importanza del Made in Italy e della sinergia nella filiera agroalimentare.
Grafico dati generali
Grafico usi illeciti






























































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