Ruminantia Mese è lo speciale di Ruminantia dedicato ad articoli di approfondimento relativi all’allevamento dei ruminanti. Si tratta di una sorta di rivista nella rivista in cui, con una cadenza mensile, sono pubblicati articoli di carattere tecnico-scientifico scritti da esperti del settore. Gli articoli sono suddivisi in sei sezioni: editoriale, genetica, sanità, ambiente e management, nutrizione ed economia.

Con questa raccolta, andremo a scoprire quali sono stati gli argomenti trattati nella sezione Sanità nel corso del 2014.

Clinica Mobile Veterinaria: Struttura medico veterinaria di pronto intervento per il miglioramento della didattica e la conservazione del patrimonio zootecnico pugliese – Dicembre 2014

La zootecnia costituisce un aspetto produttivo cardine dell’economia pugliese. Dati ISTAT 2010 riportano una media di bovini censiti pari a 170000, 7500 bufalini, e ben 270000 ovi-caprini. Negli ultimi decenni, tuttavia, l’aumento tout court della pressione produttiva è esitato, per quel che attiene al comparto zootecnico, in un aumento dell’incidenza di patologie stress correlate che minano la fisiologia funzionale del sistema immunitario e alterano la sfera metabolica inducendo, di conseguenza, turbe ostetrico-ginecologiche… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Determinazione dell’urea nel Latte Bovino – Novembre 2014

La determinazione dell’urea nel latte è di importanza rilevante essendo un parametro indicativo per il miglioramento del management aziendale ed del benessere della mandria. La trasformazione dell’ammoniaca ruminale in urea è un processo  metabolico  di difesa dell’organismo, essendo l’ammoniaca tossica. L’utilizzo di razioni alimentari ottimizzate risulta in una concentrazione  media di urea nel latte bovino di 28-32 mg/dl. Il  fattore principale che determina il raggiungimento di un contenuto equilibrato di urea nel latte è sicuramente la dieta, l’apporto totale di proteine della razione ed il bilancio azotato nel rumine… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

..e quando muore un animale in allevamento? – Ottobre 2014

Quando muore un animale in allevamento dobbiamo ricordarci che è sempre una perdita, raramente affettiva, molto più spesso economica e, anche se questo ci rende professionalmente frustrati, dobbiamo utilizzare la carcassa di questo animale per ricavare tutte le informazioni possibili per migliorare lo stato sanitario dell’allevamento. La morte dell’animale può essere paragonata alla punta di un iceberg, è infatti la parte più piccola di un problema molto più grande che difficilmente riusciamo a vedere perché, nel caso dell’iceberg è sommerso e nel caso del nostro animale fa parte della managerialità dell’azienda… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

La Criptosporidiosi dei vitelli – Settembre 2014

Le diarree neonatali sono una causa importante sia di mortalità, dei vitelli delle razze da carne o delle vitelle delle razze da latte, che d’insufficienti performance qualora essi o esse riescano ad arrivare in produzione. Tra i numerosi agenti eziologici troviamo quelle protozoarie dovute ai coccidi ed ai criptosporidi (spore nascoste). A quest’ultimo  genere appartengono diverse specie che possono colpire l’uomo e buona parte degli animali. Le specie che maggiormente interessano i bovini sono C. parvum e C. andersoni. Le oocisti dei criptosporidi, una volta assunte per via orale dai vitelli, sono immediatamente attive… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

L’uovo di colombo – Agosto 2014

Nella professione di buiatra, e nella professione medica in generale, l’intuito ha sempre avuto e continua ad avere grande importanza. Questo è vero soprattutto per la clinica del singolo animale, ma in alcuni casi può essere utile anche nella clinica della mandria. Ebbene da alcuni anni c’è la sensazione, purtroppo non suffragata da alcuna evidenza scientifica, che qualcosa stia interferendo nella nostra pratica clinica ginecologica. Ormai è nota a tutti la costante diminuzione della fertilità nella vacca da latte e soprattutto è risaputo che non dipende direttamente dalla selezione genetica, ma dalla frequente incapacità di offrire alle “super-vacche” ciò di cui necessitano, a motivo delle loro elevate produzioni quali-quantitative… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Arriva l’estate non abbandonate le vostre vacche – Luglio 2014

Come noto le alte temperature ambientali, l’umidità dell’aria e la radiazione solare influenzano negativamente la produzione quanti-qualitativa e la efficienza riproduttiva della vacca da latte. Nell’ultimo decennio abbiamo assistito ad un aumento della frequenza di ondate di calore durante il periodo estivo che ha messo a dura prova la funzionalità delle nostre stalle. Diversi sono gli accorgimenti e le operazioni che possono, e direi devono, essere attuate con il fine di mantenere lo stato di benessere delle vacche da latte. Considerando anche il fatto che con l’aumento della produzione media di latte le vacche sono diventate più sensibili alle condizioni stressanti… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Cisti follicolari nella bovina da latte – Giugno 2014

La malattia cistica dell’ovaio colpisce la bovina da latte principalmente nel periodo postparto ed è caratterizzata dalla presenza di strutture ovariche anovulatorie. La patogenesi è multifattoriale e correlata all’induzione non sincrona dei recettori LH nelle cellule della granulosa e della teca durante la maturazione del follicolo, oppure alla desensibilizzazione dei recettori stessi. La degenerazione cistica rappresenta tutt’oggi una delle più comuni patologie riproduttive del post-parto… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

La mastite da micoplasma nell’allevamento della capra: aspetti pratici. – Maggio 2014

Questo articolo ha lo scopo di raccogliere e diffondere l’esperienza maturata sul campo in questi anni nell’affrontare situazioni difficili da gestire e risolvere, sperando di fornire informazioni utili a chi dovesse affrontare queste problematiche. I micoplasmi dell’allevamento caprino sono principalmente rappresentati da M. agalactiae, M. Capricolum e M. mycoides; di questi nei focolai del nord Italia sono protagonisti principalmente il M.agalactiae e il M. capricolum. In Lombardia dopo anni in cui non si sentiva più parlare di questi batteri  si è verificata la presenza del M. agalactiae e M. capricolum a partire dal 2009 cui fa seguito in Trentino Alto Adige, in particolare nella provincia di Trento, dove viene messo in atto un piano obbligatorio per gli allevatori di controllo delle micoplasmosi a partire dal 2010… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Malattie parassitarie: gli Emoprotozoi – Aprile 2014

Il gruppo delle malattie oggetto di trattazione, denominate in modo non sempre appropriato dal mondo accademico e non come PIROPLASMOSI, MALATTIE DELLE ZECCHE, FEBBRE DA ZECCHE, MALARIA, MALATTIA EMOLITICA, ha un percorso scientifico-culturale che non risale all’altro ieri della Medicina Veterinaria. La storia delle patologie da emoprotozoi (parassiti che hanno un’azione patogena sul sangue dell’individuo colpito) risale alla fine del XIX ° secolo, quando scienziati come Babes, Theiler et al., con l’ausilio del microscopio ottico, cominciarono ad osservare nella parte corpuscolata del sangue di varie specie animali, in particolare nei globuli rossi, dei corpuscoli che, in base allo scopritore, prendevano il nome di babesia, theileria o altro… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

La trasfusione di sangue nella Diarrea Neonatale del vitello (per la prevenzione e anche come intervento “salvavita” ) – Marzo 2014

Da sempre la cosiddetta “diarrea neonatale” costituisce il primo ostacolo da superare nella prima fase di vita del vitello. Credo che oggi la maggior parte dei Veterinari Buiatri, ma anche degli stessi Allevatori più attenti, siano abbastanza informati sulla natura e le cause principali della cosiddetta diarrea neonatale dei vitelli (che non è necessariamente legata al sintomo “diarrea”)  ed anche sulle  principali misure  di prevenzione.  Vogliamo qui  riproporre alcune informazioni essenziali… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

La neosporosi nell’allevamento della vacca da latte: epidemiologia e fattori di rischio – Febbraio 2014

Considerando l’impatto che Neospora caninum ha nell’allevamento delle bovine da latte e l’assenza di validi vaccini e presidi per il trattamento dell’infezione, appare evidente l’importanza delle conoscenze sull’epidemiologia di questo parassita per attuare misure efficaci per il suo controllo. Per dare l’idea dei costi correlati a questa parassitosi, un recente lavoro ha stimato negli USA una perdita annua di 842 milioni di $ per le sole vacche da latte che, comunque, rappresentano i 2/3 del totale delle perdite indotte dal parassita. Anche se molti autori evidenziano come la via verticale sia la principale modalità di trasmissione di N.caninum nel bovino, stimata mediamente tra il 75 e il 90%… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

La nuova linea guida per la gestione della paratubercolosi – Gennaio 2014

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale del 19.11.2013 le “Linee Guida per l’adozione dei piani di controllo e per l’assegnazione della qualifica sanitaria degli allevamenti nei confronti della Paratubercolosi Bovina”. Tale provvedimento si è reso necessario per rendere possibile la certificazione dei prodotti a base di latte, destinati all’esportazione in alcuni paesi terzi (Cina, Russia) che richiedono l’assenza di casi clinici da almeno 12 mesi, negli allevamenti produttori di latte utilizzato come materia prima. A tale scopo le linee guida introducono l’obbligo di segnalazione all’ASL, da parte di allevatori, veterinari pubblici e liberi professionisti, dei sospetti clinici (casi di diarrea cronica associata a cachessia in bovini di età superiore a 24 mesi), che devono essere confermati tramite un test PCR dalle feci… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

Facciamo il punto sulla bluetongue – Gennaio 2014

La Blue tongue, o febbre catarrale degli ovini, è una malattia infettiva non contagiosa trasmessa da insetti vettori appartenenti al genere Culicoides. Il virus responsabile della malattia appartiene alla famiglia Reoviridae, genere Orbivirus e se riconoscono 25 sierotipi. Sebbene tutti i ruminanti risultino recettivi all’infezione, la malattia si manifesta con particolare gravità negli ovini. Il bovino viene considerato un animale epidemiologicamente importante in quanto, una volta infettato dal vettore, manifesta una viremia di lunga durata, fino a 60 giorni dopo l’infezione, che lo rende un serbatoio dell’infezione in grado di garantire la sopravvivenza del virus durante i periodi climaticamente sfavorevoli alla circolazione vettoriale… Clicca qui per continuare a leggere l’articolo!

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