Già dal prossimo anno potrebbero essere introdotti i nuovi prodotti studiati nell’ambito del progetto CATTLECHAIN 4.0, che ha concepito nuove soluzioni intese a consentire agli agricoltori di gestire una maggiore quantità di animali garantendo al contempo la massima trasparenza della catena di distribuzione.
Con questo progetto denominato Enhancing farm productivity and guaranteeing Cattle traceability and welfare with blockCHAIN, Carlos Callejero e il suo gruppo di ricerca hanno scommesso su nuovi dispositivi e algoritmi basati sull’Internet delle cose (IoT) per fornire una soluzione affidabile ed economica in grado di monitorare i singoli animali in modo continuativo. La loro tecnologia, convalidata in scenari che hanno coinvolto fino a 5000 vacche, trasforma completamente le modalità di gestione del bestiame. Sono stati combinati vari dispositivi IoT (collari e marchi auricolari) e sensori esterni che pesano gli animali e misurano la quantità di acqua da loro ingerita, ad algoritmi che verificano i seguenti parametri relativi al benessere animale: accesso agli alimenti, accesso all’acqua e livello di attività (ovvero stress) dell’animale.
Alcuni degli algoritmi sviluppati verranno eseguiti direttamente dai dispositivi e, pertanto, forniranno informazioni elaborate che risulteranno il più possibile aderenti alla fonte da cui provengono. Gli strumenti su cui si è lavorato nell’ambito del progetto sono essenzialmente tre, ciascuno dei quali persegue una finalità specifica: un primo strumento per monitorare il tempo trascorso da un animale a pascolare all’aperto, un secondo volto ad avvisare gli agricoltori di un consumo insufficiente di acqua da parte di un animale o di un suo aumento di peso inferiore a quello previsto e un terzo inteso a monitorare i livelli di stress, nonché a inviare notifiche nel caso in cui diventino anormali.
A livello di blockchain, il gruppo di ricerca ha creato uno strumento che fornisce ai consumatori informazioni esaurienti sulla tracciabilità dei prodotti a base di carne. Questo strumento è stato convalidato con diverse aziende agricole che vendevano i propri prodotti direttamente ai consumatori. Grazie ad esso, quando si acquista della carne si ottengono preziose informazioni come ad esempio il luogo di produzione, i certificati relativi al benessere animale, ecc.
Nuovi obiettivi di lavoro sono il miglioramento dei tassi di rilevamento degli eventi riproduttivi, nonché l’algoritmo per il conteggio delle ore di pascolo, che prenda in considerazione le variazioni originate dalle condizioni meteorologiche. Per di più, sarà introdotto anche un algoritmo per il monitoraggio dell’attività nutritiva in essere durante il pascolo. Gli ultimi mesi del progetto saranno dedicati poi all’integrazione della tecnologia blockchain all’interno di FIWARE, una comunità e un quadro di componenti contenuti in una piattaforma open source con lo scopo di accelerare lo sviluppo di soluzioni digitali, e alla loro incorporazione in una rete decentralizzata a livello paneuropeo come Alastria.
Nella sua intervista Carlos Callejero dichiara che Cattlechain anticipa le sfide lanciate nell’ambito del Green Deal europeo, con soluzioni che aiuteranno i giovani agricoltori ad affrontarle e a garantire che le loro operazioni siano durature. Sarà sempre più necessario infatti avvalersi di tecniche e tecnologie di gestione in grado di migliorare l’efficienza e la redditività delle aziende agricole, il tutto rispettando allo stesso tempo il benessere animale e riducendo al minimo l’impatto ambientale associato alle attività di allevamento. Riguardo al benessere animale aggiunge poi che due partner del progetto, l’istituzione francese IDELE (Institute De L’elevage, ovvero Istituto per l’allevamento) e l’istituzione spagnola IRTA (Institut de Recerca i Tecnologia Agroalimentàries, ovvero Istituto per la ricerca e le tecnologie agroalimentari), stanno apportando il loro contributo nell’implementare una tecnologia che sia in grado di garantire il rispetto degli standard di benessere previsti dalla comunità scientifica.
Per approfondimenti sul progetto cliccare qui.
Fonte: CORDIS, cordis.europa.eu




























































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