Il recente aumento dei prezzi della carne al dettaglio negli USA (+14% per la carne bovina, +12% per quella suina e +6,6% per quella avicola da dicembre 2020) sarebbe stato causato da un controllo monopolistico operato da quattro industrie di lavorazione della carne. Questo è quanto è stato denunciato di recente dall’amministrazione Biden-Harris e dall’USDA che hanno quindi messo in atto una serie di misure ed interventi.

In una nota pubblicata in questi giorni sul sito della Casa Bianca, Brian Deese, direttore del Consiglio economico nazionale, ed i vicedirettori Sameera Fazili e Bharat Ramamurti, hanno affrontato la questione dell’aumento del prezzo al dettaglio della carne bovina, suina ed avicola. Nonostante fattori come l’aumento della domanda dei consumatori e dei costi di input abbiano avuto un ruolo, gli aumenti dei prezzi sono stati principalmente dovuti alla mancanza di concorrenza in un punto chiave della catena di approvvigionamento della carne: la lavorazione. Solo quattro grandi conglomerati (JBS, Tyson Food, Cargill e National Beef) controllano infatti la maggior parte del mercato per ciascuno di questi tre prodotti ed i dati mostrano che queste aziende hanno aumentato i prezzi generando profitti record durante la pandemia. Ecco perché l’amministrazione Biden-Harris sta intraprendendo azioni drastiche per far rispettare le leggi antitrust, aumentare la concorrenza nel settore della lavorazione della carne ed arginare lo sfruttamento della pandemia che sta danneggiando consumatori, agricoltori ed allevatori in tutto il paese.

Da dicembre 2020, i prezzi al dettaglio della carne bovina sono aumentati del 14,0%, quelli della carne suina del 12,1% e quelli del pollame del 6,6%.

Secondo i dati del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, oggi solo quattro aziende controllano circa il 55-85% del mercato per questi tre prodotti. Ciò riflette il drammatico consolidamento del settore negli ultimi cinque decenni, poiché i grandi conglomerati hanno assorbito sempre di più le aziende più piccole. Nel 1977, le quattro più grandi aziende di confezionamento della carne bovina controllavano solo il 25% del mercato, rispetto all’attuale 82%. Nel settore della carne avicola, le prime quattro aziende di trasformazione controllavano il 35% del mercato nel 1986, rispetto al 54% di oggi, mentre in quello della carne di maiale, le prime quattro aziende di lavorazione del maiale controllavano il 33% del mercato nel 1976, rispetto all’attuale 66%.

Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, l’industria della carne statunitense ha generato profitti record durante la pandemia, a spese di consumatori, agricoltori e allevatori. I prezzi che i trasformatori pagano agli allevatori non stanno infatti aumentando, mentre quelli fatti dai trasformatori ai rivenditori sì.

Per affrontare queste problematiche, l’amministrazione Biden-Harris e l’USDA stanno mettendo in atto una serie di misure:

  • Intraprendere azioni forti per reprimere la fissazione illegale dei prezzi, far rispettare le leggi antitrust e portare maggiore trasparenza all’industria della lavorazione della carne. L’USDA sta conducendo un’indagine congiunta con il Dipartimento di Giustizia sulla fissazione dei prezzi nell’industria della lavorazione della carne avicola, che ha già condannato Pilgrim’s Pride a pagare una multa di 107 milioni di dollari.
  • Fornire sollievo alle piccole imprese ed ai lavoratori colpiti dal COVID e creare una catena di approvvigionamento alimentare più competitiva. L’USDA investirà 1,4 miliardi di dollari per fornire assistenza a piccoli produttori, trasformatori, distributori, mercati degli agricoltori, trasformatori di prodotti ittici e lavoratori agricoli e alimentari colpiti dal COVID-19. L’USDA investirà anche 500 milioni di dollari in fondi dell’American Rescue Plan Act per supportare nuovi concorrenti competitivi per espandere la capacità di lavorazione di carne e pollame a livello locale e regionale. L’USDA fornirà inoltre sovvenzioni, prestiti e assistenza tecnica.
  • Prevenire le problematiche legate ai cambiamenti climatici sostenendo gli allevatori nel far fronte agli effetti delle condizioni meteorologiche estreme. La siccità senza precedenti e gli eventi meteorologici estremi hanno portato nuove sfide per gli agricoltori, allevatori e lavoratori agricoli, oltre a quelle associate alla pandemia di COVID-19. Per far fronte alla siccità che colpisce agricoltori e allevatori in tutto il West e il Midwest, l’USDA espanderà il suo programma di assistenza di emergenza per includere il costo del trasporto degli alimenti per gli animali.
  • Collaborare con il Congresso per rendere il mercato della carne bovina più trasparente ed equo. In questo momento, l’industria ha un potere enorme nel fissare i prezzi per la carne bovina, che sono spesso fissati in contratti opachi che bloccano i produttori indipendenti con prezzi che non sono il prodotto di una negoziazione libera ed equa.

Tutte insieme, queste azioni aiuteranno a costruire negli USA un sistema alimentare più equo, competitivo, trasparente, distribuito e resistente agli shock.