Nel question time dellla Camera dei Deputati, in commissione Agricoltura, Maria Cristina Caretta (FDI) ha illustrato l’interrogazione 5-06824 dal titolo: “Iniziative urgenti per contenere la spirale inflattiva relativa alla materie prime impiegate nel settore zootecnico”. (qui il video)

Testo dell’interrogazione

CARETTA. — Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali. — Per sapere – premesso che:

il settore avicolo, in Italia, eccellenza completamente Made in Italy, conta oltre 64.000 addetti tra allevatori ed addetti alla trasformazione, oltre 6.000 allevamenti professionali e vale per un fatturato di oltre 5 miliardi e mezzo di euro;

a fronte della totale autosufficienza del comparto avicolo italiano, la continua ed apparentemente inarrestabile spirale inflattiva delle materie prime, anche in agricoltura, non accenna a fermarsi;

tale fenomeno è destinato ad avere sempre maggiori ripercussioni sul mercato, a detrimento anche della sostenibilità economica e sociale delle attività che operano nell’ambito zootecnico;

considerando che nel primo semestre del 2021 le esportazioni di carni avicole e di preparazioni sono risultate in aumento del 4% a volume sul 2020, la sostenibilità e tenuta del mondo zootecnico acquisiscono una rinnovata dimensione strategica per il Paese, anche al fine di garantire la sovranità alimentare nazionale –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative di competenza intenda predisporre per proteggere, anche mediante l’apertura di competenti canali istituzionali europei, i beni alimentari di prima necessità, quali le materie prime impiegate in ambito zootecnico, dalle conseguenze delle speculazioni finanziarie transnazionali e da fenomeni quali la spirale inflattiva evidenziata in premessa, anche valutando l’introduzione di una franchigia a tutela della sovranità alimentare nazionale.


Di seguito riportiamo per intero il testo della risposta, data da remoto, dal sottosegretario Francesco Battistoni (qui il video).

“Signor Presidente, onorevoli deputati,

riguardo al rincaro delle materie prime e dell’energia che colpiscono anche il mondo agricolo e allevatoriale, occorre premettere che questo Ministero segue con attenzione la situazione rappresentata, tenuto conto che, l’aumento dei costi di produzione per il settore agricolo in generale, rischia di generare tensioni sui mercati, comprimendo i margini di guadagno degli agricoltori ed allevatori. Tale situazione, registrata a livello globale, è l’effetto combinato di raccolti mondiali di cereali e proteaginose al di sotto della media, dell’aumento della richiesta di energia da parte di tutti i Paesi dopo il lockdown causato dal Covid-19, oltre che dell’aumento generalizzato dei costi di trasporto delle merci.

Tale scenario è stato rappresentato anche in sede unionale in occasione dell’ultimo Consiglio dei Ministri dell’agricoltura tenutosi lo scorso 11 ottobre.

In tale contesto è stata condivisa dalla maggior parte degli Stati membri la preoccupazione delle conseguenze legate ad una spinta inflazionistica dei prezzi dei prodotti intermedi, quale conseguenza dell’aumento dei prezzi dei costi delle risorse energetiche ed in particolare del gas, con riflessi negativi sul reddito degli agricoltori ed allevatori.

A tal proposito gli Stati membri hanno chiesto alla Commissione europea interventi rapidi per compensare la perdita di reddito e mantenere sufficienti livelli di competitività delle aziende del settore agricolo ed agroalimentare nei confronti dei principali competitors mondiali.

La Commissione europea ha condiviso le preoccupazioni espresse ed ha fatto presente che sono allo studio strumenti atti a neutralizzare gli effetti degli aumenti del costo di energia e che continuerà a monitorare la situazione per comprendere se trattasi di una situazione di natura contingente o strutturale.

Anche il ministro Patuanelli è intervenuto per condividere le preoccupazioni espresse dagli altri Stati membri ed ha sottolineato come in taluni casi e per taluni settori l’aumento dei costi di produzione è la conseguenza di speculazioni sul mercato finanziario.

Inoltre ha sottolineato come in questa situazione sarebbe inopportuno pensare, per scopi ambientali, avanzare interventi volti alla riduzione dell’uso di gasolio a prezzo agevolato.

Il settore avicolo, per la sua particolare struttura, connotata da una forte integrazione di filiera, ha evidenziato una maggiore capacità di resilienza, soprattutto se la crisi attuale non dovesse prolungarsi per molto tempo.

Come sopra accennato, assicuro l’interrogante che sono allo studio diverse iniziative finalizzate a calmierare l’aumento dei costi dell’energia e a limitare fenomeni speculativi, spesso all’origine dei rincari degli ultimi mesi.”

 

Maria Cristina Caretta (FDI) si dichiara insoddisfatta della risposta fornita dal rappresentante del Governo, che allo stato non prevede soluzioni efficaci idonee a contrastare la spirale inflattiva, più volte evidenziata dal suo gruppo anche nell’ambito dell’esame di provvedimenti legislativi, fenomeno preoccupante che non riguarda solo il comparto energetico, ma anche il settore dei mangimi e dei fertilizzanti. Giudica, altresì, del tutto insufficienti, le misure previste nel recente decreto-legge adottato dal Governo per i rincari del settore energetico, che si limitano a meri stanziamenti di risorse aggiuntive. Più in generale, ritiene necessario che si adottino interventi urgenti per i settori dell’agricoltura più colpiti dalla spirale inflattiva, al fine di non compromettere la competitività delle aziende italiane e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro. Non ritiene, quindi, che possano essere considerate soddisfacenti le vaghe rassicurazioni del Governo fatte in questa sede, ma che servano fatti concreti a sostegno delle aziende agricole in difficoltà.

Scarica il resoconto scritto del question time

 

Fonte: Camera dei Deputati