E’ stato presentato questa mattina il Granarolo Sustainable Transition, un programma di transizione ecologica ed equa della filiera dei 633 soci della cooperativa che controlla la S.p.A.. Punto di partenza del percorso, la creazione di un Comitato Scientifico in sinergia con l’Università di Brescia, il Politecnico di Milano e l’Università di Bologna.
In occasione della presentazione del Bilancio di Sostenibilità, Granarolo S.p.A. ha annunciato oggi l’avvio del Granarolo Sustainable Transition, un programma di transizione ecologica ed equa della filiera dei 633 soci della cooperativa che controlla la S.p.A. Con 8,5 milioni di quintali di latte lavorato, Granarolo rappresenta oggi la più importante azienda lattiero casearia italiana e anche la filiera dalla quale può arrivare il maggiore contributo in termini di riduzione dell’impatto ambientale.
Granarolo Sustainable Transition si articola su tre assi:
- Benessere animale e uso razionale dei farmaci alla stalla
- Alimentazione degli animali
- Riduzione dell’impatto ambientale legato alla produzione di latte
Agli indicatori qualitativi e relativi al benessere animale, che da anni vengono misurati e sono oggetto di un progetto di miglioramento continuo rendicontato annualmente nel Bilancio di Sostenibilità, si aggiungeranno ora approfondite valutazioni quantitative che saranno la base per intraprendere azioni orientate a ridurre l’impatto ambientale generato dalla stalla lavorando in particolare sull’alimentazione delle bovine da latte, sul benessere animale e la riduzione dei farmaci, sull’agricoltura 4.0, sulla gestione delle fonti energetiche e idriche in allevamento, sull’economia circolare dell’allevamento, facendo leva su un approccio sistemico che coniuga innovazione tecnologica e tecniche di valutazione avanzate. La transizione riguarderà quindi tutta la filiera delle sua interezza, non solo la trasformazione.
Gli indicatori, le metodologie e il percorso che Granarolo seguirà vengono dal lavoro avviato da un Comitato Scientifico guidato dal Prof. Gianni Gilioli, Presidente del Corso di Laurea in Sistemi Agricoli Sostenibili dell’Università di Brescia ed esperto in valutazione e gestione della sostenibilità e della qualità delle filiere agroalimentari, cui si affiancano il Prof. Alfonso Zecconi, Coordinatore del Corso di Perfezionamento sui Nuovi Approcci Gestionali per un Allevamento di bovini da latte sostenibile del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano e il Prof. Andrea Formigoni, Professore di Nutrizione e Alimentazione Animale del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.
“Il primo passaggio è fare una fotografia dello stato delle cose. – ha spiegato il Prof. Gilioli – Quanto emette il sistema delle stalle del gruppo GranLatte? Andranno quindi svolte delle indagini per avere una lista degli indicatori di performance ambientale; poi ci si confronterà con gli obiettivi di riduzione. Abbiamo ad oggi un repertorio tecnologico che, toccando tutti gli aspetti dell’allevamento, dall’alimentazione alla gestione dei reflui etc, ci permette di interveniresu tutte le componenti del sistema. Questo perchè la sostenibilità è problema multidimensionale e tutti gli aspetti hanno un’interazione causale.“
Contestualmente il Gruppo ha confermato l’adesione al Dairy Sustainability Framework, una piattaforma internazionale che coinvolge associazioni internazionali e alcune delle più importanti aziende di latte e derivati del mondo, unite nel trovare soluzioni e condividere azioni in tutto il settore lattiero-caseario atte ad accelerare l’azione contro il cambiamento climatico, partendo dalla riduzione della produzione di gas serra (in primo luogo il metano). A tal fine sono in corso ricerche per identificare e sviluppare metodologie, strumenti e percorsi in tutti i sistemi e le regioni di produzione lattiero-casearia del mondo.
“Il nostro settore è chiamato a dare una risposta forte all’urlo del nostro Pianeta”, commenta Gianpiero Calzolari, il Presidente di Granarolo S.p.A. “Non basta più lavorare solo sul fronte della trasformazione e della distribuzione, come abbiamo fatto, impegnandoci, fino ad oggi. Granarolo ha una filiera italiana fatta di 633 soci allevatori tutti certificati sul benessere animale che, guidati da un Comitato Scientifico importante e da metodologie e percorsi innovativi sperimentati anche all’estero, hanno avviato una transizione ecologica ed equa delle loro stalle che consentirà di rinsaldare un nuovo e solido rapporto fra chi produce e chi consuma. Le dimensioni della filiera e la capacità di innovazione espressa da molti dei nostri soci ci fanno sperare di poter raggiungere l’obiettivo che ci siamo dati, ridurre del 30% le emissioni di gas a effetto serra per ogni kg di latte prodotto entro il 2030”.
Il progetto di Granarolo si qualifica così come un’azione concreta che dimostra come il settore zootecnico possa diventare parte della soluzione e non del problema nella transizione ecologica. Sperimentando nuove pratiche e puntando sull’innovazione e sulla formazione sarà possibile produrre meglio consumando meno.
Per chi volesse approfondire il percorso fatto è disponibile il Bilancio di Sostenibilità e la Sintesi del documento www.gruppogranarolo.it/il-nostro-impegno




























































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