Per raccogliere un pò il sentiment delle aziende del lattiero-caseario che hanno partecipato all’edizione 2021 di CIBUS abbiamo intervistato Carlo Mangini, Direttore Marketing del Consorzio Parmigiano Reggiano, e Simone Mariani, Amministratore delegato di Sabelli spa, realtà molto importanti nel mondo della caseificazione.
Qual è il senso di partecipare a questa fiera? Veniamo da un periodo in cui il digitale ha preso il sopravvento, e non ci sono stati eventi così importanti in presenza da almeno un anno e mezzo. CIBUS è il primo momento fieristico agroalimentare e zootecnico a cui si può di nuovo partecipare; in questa ottica, quindi, che senso ha questa manifestazione?
Simone Mariani: “Quest’anno credo che il motivo della nostra presenza sia anche per testimoniare la voglia di ripartire e di ritornare ad una socialità più diretta e non intermediata dagli strumenti digitali. Per quanto ormai questi siano diventati uno strumento prezioso che ha modificato il modo di relazionarci non solo nella vita quotidiana ma anche tra gli operatori economici, se parliamo di food c’è bisogno di vedere i prodotti, toccarli ed assaggiarli e l’aspetto live dell’incontro vis a vis è quanto mai importante.
Volevamo dare un segnale di ripartenza e per noi questo è l’anno del centenario e quindi non potevamo mancare a questo appuntamento. Sarà sicuramente un’edizione del Cibus più qualitativa che quantitativa. Ho l’impressione che i numeri, in termini analitici, siano di una minore presenza di espositori e visitatori. Ma al tempo stesso posso dire e percepire che saranno persone estremamente qualificate, interessate e motivate, e ci auguriamo che questa edizione possa portare risultati positivi in termini di contatti, amici e compratori che non si vedono e non vediamo da tempo. Cibus è anche un’occasione per poter incontrare operatori esteri, già all’apertura i primi operatori che ci sono venuti in visita erano appunto esteri”.
Carlo Mangini: “Quest’anno forse CIBUS ha un motivo e un obiettivo in più per credere nella promozione e nello sviluppo delle fiere, soprattutto nella riapertura, e nel tornare a incontrarsi in contesti non più accessibili durante l’emergenza sanitaria. La fiera CIBUS è un centro di sviluppo relazionale importante, un momento insostituibile in cui è possibile presentare i progetti aziendali, rappresentando così un’opportunità che le piattaforme digitali non possono offrire. Dato il periodo vissuto con la pandemia, si sente perciò la necessità di una rappresentazione più materica della relazione. La fiera deve esserci, deve consentire alle aziende di presentare i propri obiettivi concreti, che devono essere raggiunti in base ai propri mezzi. La fiera deve essere ben organizzata e promossa.“
CIBUS ha un significato particolare per il Consorzio di Tutela del Parmigiano Reggiano?
Carlo Mangini: “Sicuramente CIBUS ha due significati importanti per il Parmigiano Reggiano: il primo è legato alla propria comunità e territorio. CIBUS è infatti la fiera internazionale dell’industria e delle filiere agroalimentari italiane, ed è da sempre in Parma, nel cuore del nostro territorio. Per questo motivo CIBUS è un appuntamento a cui non poter mancare perché offre l’opportunità di ritornare a dialogare con la nostra comunità nel cuore del nostro comprensorio, ovvero Parma e la food valley. Quest’ultimo è un marchio (food valley) importante per il nostro comprensorio, proprio perché, con la nostra filiera ed economia, contribuiamo ad arricchirlo. Il secondo significato importante che CIBUS ha per il consorzio del Parmigiano Reggiano è l’opportunità di poter comunicare. La comunicazione viene portata avanti principalmente mediante le nostre iniziative. La fiera non deve essere solo un’esposizione, ma anche, con un calendario di micro eventi, essere un momento importante per dire e comunicare dei concetti a chi può recepirli e poi raccontarli a sua volta. In questi due anni abbiamo prodotto diversi progetti che in questi giorni vogliamo presentare per raccontarne le fasi di lancio e le prospettive.”
Ti vorrei chiedere, Carlo, quali sono gli eventi che stai organizzando qui?
Carlo Mangini: “CIBUS è un evento nell’evento perché la fiera deve essere un’opportunità per gli espositori di raccontare le loro iniziative; a tal proposito noi abbiamo pianificato, nei 4 giorni che caratterizzano la fiera, una serie di eventi destinati agli stakeholders e ai giornalisti interessati che abbiamo invitato, e racconteremo della ripresa di “Caseifici aperti”, altro grande appuntamento che si terrà l’11-12 settembre. Quest’anno, oltre ad aprire le porte dei nostri caseifici per far vivere l’esperienza di assistere alla produzione del nostro Parmigiano Reggiano, offriamo anche l’opportunità, nel pomeriggio, di far accedere i consumatori in azienda attraverso il festival di caseifici aperti, consentendo le visite nella fascia pomeridiana che normalmente non è inclusa come orario di lavoro, perché i nostri caseifici solitamente producono le forme la mattina. Quindi, nell’arena di Campo Volo, abbiamo organizzato, nei due giorni 11-12 settembre, il nostro festival aperto a tutte le famiglie, a tutte le persone che sono interessate a conoscere meglio la nostra comunità, i nostri prodotti e progetti, con tutta una serie di iniziative destinate alla famiglia, in modo tale da attrarre i giovani, i bambini e tutte le persone vicine alla nostra comunità. Abbiamo anche presentato il progetto PARMELIER, che è diventato itinerante. Tale progetto consiste in un corso di assaggiatore di Parmigiano Reggiano; ho frequentato questo corso appena entrato in Parmigiano Reggiano e l’ho trovato eccezionale, perché con poche ore ti introduce in un mondo davvero affascinante: per questo motivo abbiamo deciso di esportarlo anche fuori dal nostro consorzio e territorio. Verrà perciò presentato come un vero e proprio corso, ricalcando anche quella che è la formazione destinata al settore della viticoltura. Con questo corso, quindi, vogliamo far conoscere il nostro mondo con più forme e moduli di lezioni, per questo verrà presentato ad “Eataly, identità golose” che sarà la sede in cui realizzeremo i corsi destinati al cittadino. Poi aggiorneremo i risultati del progetto “40 mesi”, lanciato 3 anni fa, e un altro progetto a cui teniamo molto, ovvero quello della “Certificazione del prodotto di montagna”. Perciò avremo 4 eventi importanti all’interno della manifestazione Parma CIBUS, raccontando i nostri eventi, nella speranza di attrarre gli interessi e la curiosità dei visitatori.”




























































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