Una storia di generosità, tristemente attuale, che arriva dall’Ucraina e unisce un Paese martoriato dalla guerra al nostro.

Il punto di incontro è l’allevamento e più in generale la produzione casearia, che diventa uno strumento di cooperazione e integrazione.

Ekaterina, allevatrice e veterinaria prima dello scoppio della guerra viveva insieme alla sua famiglia e ai suoi animali nei pressi di Kiev, dove conduceva una piccola azienda agricola familiare, StreKoza, Libellula, famosa per i suoi Blue Cheese.

I suoi formaggi non erano però conosciuti solo in Ucraina, ma anche al di fuori dei confini nazionali, tanto da essere premiati da Slow Food di cui Ekaterina è socia, così come del Cheesemakers of Ukraine.

Era in passato anche stata invitata al Cheese di Bra in rappresentanza del suo Paese.

Purtroppo, essendo il suo allevamento su una strada principale, gli animali sono stati costretti ad evacuare e trovare riparo in altre strutture, mentre lei e i suoi tre figli hanno deciso di lasciare il Paese e cercare asilo in Italia; suo marito è invece dovuto rimanere al fronte.

Ekaterina cercava un’azienda agricola, una fattoria, dove poter essere ospitati e dove poter lavorare, sempre con la speranza di tornare in Ucraina e riprendere prima o poi la sua vita normale.

Grazie ad una serie di contatti a catena sui social, una delle sue figlie è stata accolta presso un’università marchigiana; da qui gli eventi si sono succeduti fino all’incontro con Eros Scarafoni, allevatore e titolare dell’azienda agricola Fontegranne nelle campagne fermane, dove Ekaterina, oltre all’ospitalità, ha trovato anche la possibilità di continuare la sua attività di casara, insegnando ai marchigiani i segreti dei suoi blue.

“Mi chiedono se posso aiutare questa famiglia.

Dico subito si.

Trovo una casa ed allora Ekateryna parte verso l’Italia.

Lei, tre figli, tre cani e un gatto.

Inizia subito a lavorare ed intuisco che con il latte ha una gran dimestichezza”

Queste le parole di Scarafoni, ex presidente dell’Associazione Casare e Casari, il quale propone subito a Ekaterina un progetto semplice ma al tempo stesso ambizioso diviso in tre punti.

Sviluppare la lavorazione dei blue che sono da sempre il suo cavallo di battaglia, creare un formaggio ucraino-italiano, secondo la tecnologia dell’autore, “una storia mistica di come una ragazza ucraina può intrecciare elementi mitici con il latte e creare non solo formaggio come cibo, ma un’intera fiaba mitica“, ed infine, creare un formaggio che racconti la storia dell’Ucraina, le atrocità della guerra e della vita quotidiana spezzata dalle bombe.

Nasce così Cuore spezzato – Breaking Heart, prodotto con muffe naturali e il latte delle capre di Fontegranne, sale e caglio, nient’altro. Un formaggio a forma di cuore che riporta sulla superficie i colori della bandiera ucraina, molto apprezzato da chi ha avuto il piacere di assaggiarlo e il cui ingrediente principale è sicuramente la passione di chi vuole continuare il suo lavoro e tornare a far volare al più presto la sua Libellula.

Il formaggio è acquistabile online e questi sono i social di Ekaterina per conoscere la sua storia e il suo futuro, che le auguriamo sia di pace: